Agnone, festa dei fuochi rituali: “Il fuoco che unisce ha battuto il vento e le intemperie”

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AGNONE – Sebbene le condizioni climatiche non sembrassero le migliori, sabato 2 dicembre la seconda edizione della Festa dei Fuochi Rituali è stata un successo.

A confermarlo le migliaia di presenze accorse in città e i feedback di chi, per la prima volta, ha assistito a uno spettacolo che ha messo insieme fuoco e culture diverse.

È mezzogiorno quando i 15 Sindaci partecipanti alla Festa dei Fuochi, accompagnati dai presidenti delle diverse associazioni che hanno preso parte all’organizzazione, hanno varcato la soglia della Sala Consiliare di Palazzo San Francesco con l’obiettivo di firmare un protocollo di intesa. La firma sancisce l’inizio di una collaborazione che ha lo scopo di ripartire dalle tradizioni e di metterle insieme per riscattare i territori dell’entroterra italiano e mirare a una rinascita, che pone le sue radici proprio dalla cultura locale e dalla sua divulgazione. È un momento toccante quello della firma che si conclude con i discorsi dei vari Amministratori e volontari membri delle associazioni, tutti emozionati da questo momento storico.

Trascorre qualche ora e, nel pomeriggio, le strade cittadine si gremiscono, la gente si affaccia intorno alle transenne. I quindici sindaci inaugurano la manifestazione. Vicini, compatti, sfilano fino a raggiungere il palco, qualche parola e la sfilata prende il via. Sfilano così i comuni di Oratino, Belmonte del Sannio, Abbadia San Salvatore, Bagnoli del Trigno, Roccavivara, Fara Filiorum Petri, Pietrabbondante, Mirabello Sannitico, Montefalcone nel Sannio, Salcito, Santo Stefano di Sante Marie, Civitanova del Sannio, Pitigliano, San Marco in Lamis e conclude Agnone, con una piccola versione della sua ‘Ndocciata.

È il grosso falò della fratellanza a terminare la prima parte di questa festa che, prosegue, poi nel Rione Maiella dove lo spettacolo continua con gli incendi dei riti stabili: la Torciata di San Giuseppe (da Pitigliano) le ‘Ndocce stabili di Belmonte del Sannio e Bagnoli del Trigno, le Farchie di Roccavivara, le lauree di Mirabello Sannitico, le Fracchie di San Marco in Lamis e le Fiaccole di Abbadia San Salvatore.

“È stato magnifico” esordisce Daniele Saia, Sindaco di Agnone e neoeletto Presidente della Provincia di Isernia. “Tutto è nato quasi per gioco, tre anni fa. Eravamo pochissimi a crederci e vederci oggi, in quindici, non può che darmi una certezza: continueremo a crescere. Saremo sempre più e riusciremo sicuramente a candidare i nostri riti come Patrimonio Immateriale dell’Unesco. È da qui che dobbiamo ripartire, dalle nostre radici. Per nobilitare il territorio e, naturalmente, creare delle economie che ci consentano di riportare risorse tanto  economiche quanto umane per dare ai nostri territori un futuro diverso” ha continuato Saia.

“Voglio ringraziare tutti coloro i quali hanno reso la giornata del 2 dicembre possibile. Colleghi amministratori, volontari le immancabili associazioni, cittadini siete stati voi a sognare ad occhi aperti con noi e a rendere concreto questo ambizioso progetto. Un particolare ringraziamento va a tutte le Forze dell’Ordine impegnate a garantire l’ordine pubblico, in particolare i militari del Comando Compagnia e Comando Stazione di Agnone e la Polizia locale nonché i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Agnone.

Un plauso va ovviamente a tutti coloro i quali hanno sfidato le condizioni avverse per partecipare a questo appuntamento e speriamo di rivedervi tutti l’anno prossimo quando siamo certi di stupirvi ancor di più. Intanto, per quanto riguarda Agnone, ora abbiamo ancora da lavorare; l’attenzione va al nostro prossimo appuntamento: la Grande ‘Ndocciata, Patrimonio d’Italia per la Tradizione, prevista per il 9 dicembre e al ricco calendario di appuntamenti” ha concluso il Primo Cittadino.

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