
VENAFRO – La Luce della Pace 2023 accesa a Betlemme e distribuita in tutta Europa attraverso staffette ferroviarie giunge anche a Venafro come simbolo di fratellanza universale.
Quasi fosse un ossimoro in disaccordo con le vicissitudini che il mondo si trova a dover affrontare, l’idea della pace come simbolo di fratellanza universale continua imperterrita in quella gara complessa ed impari in cui il potere delle armi sembra avere la meglio.
Lo stesso presidente Mattarella in un suo discorso ha sottolineato come “una guerra che non si è mai conclusa con il conseguimento della pace comporta il rischio costante di nuove violenze”, un monito che non ammette riserve e che delinea quanto la politica debba impegnarsi a garantire sempre e comunque il ripudio della guerra sancito dalla Carta Costituzionale.
Il 16 dicembre è partita l’edizione 2023 della ‘Luce della Pace di Betlemme’, una iniziativa internazionale cominciata nel 1986 grazie all’idea degli Scout austriaci che consiste nell’accensione di una lampada nella grotta della Basilica della Natività di Betlemme e nella distribuzione della luce nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero. Quest’anno a scendere nella Grotta della Natività non è stato un bambino o una bambina austriaca, come prevede la tradizione, ma una bambina cristiana palestinese di Betlemme di dodici anni, Pillar Jarayseh, proprio a causa del conflitto in corso tra Israele e Hamas. Così da Betlemme la lanterna ad olio con la Luce della Pace è stata portata in Giordania all’aeroporto di Amman per poi arrivare in Austria ed essere presa in consegna da un bambino siriano di dieci anni impegnato negli Scout. La Luce quest’anno brillerà in tutta Europa, negli Stati Uniti e anche in alcuni Paesi del sud America.
Sabato 16 dicembre la fiammella della pace è stata così distribuita da dieci associazioni Scout italiane e da quel giorno sta viaggiando in treno per tutta la penisola giungendo fino in Molise e a Termoli dove, fanno sapere gli Scout, “le due novizie di Venafro (ragazze scout del primo anno di Clan) sono andate insieme con tutti i novizi della regione Molise ad accogliere la luce. Poi insieme ai tre Clan della nostra ‘zona’ (Venafro 4, Isernia 1 e Isernia 3) si sono incontrati con la luce nella Cattedrale di Isernia per un momento di riflessione durante il quale i ragazzi hanno letto una preghiera scritta da loro”. Successivamente la Luce è stata accolta in parrocchia domenica mattina nella chiesa San Francesco durante la messa delle otto e trenta, “adesso la Lanterna si trova esposta nella chiesa di don Orione per tutta la prossima settimana e chi vorrà potrà accogliere la Luce della Pace attingendola con un cero e farsi portatore di luce, diffondendola con amore e serenità.” Come ogni anno gli Scout di Venafro si recano nel posto più vicino per prendere in consegna la Luce di Betlemme e fare in modo che tutta la comunità possa attingere da essa la fiammella, come in un passaparola che distribuisce speranza.
La leggendaria lampada ad olio che arde da moltissimi secoli è accompagnata quest’anno dal motto “Fare Pace rende felice” un invito che nella visione Scout va esteso e riconosciuto in senso ampio e che va recepito pertanto anche come un appello “rivolto ad ognuno di noi a fare pace con un amico, un parente, un vicino di casa e diventare portatori di pace”. Un argomento caro agli Scout che ritrovano l’obiettivo del loro operato in un pensiero espresso dal fondatore, Baden Powell, il quale sosteneva che “la vera felicità è procurare felicità agli altri.” Certo, in un clima così teso e carico di astio, in bilico tra crisi climatica e disuguaglianza economica che definisce il profilo della soglia di povertà tra i popoli e nel diffuso sconforto delle nuove generazioni, parlare di felicità può sembrare fuori luogo, concetto aleatorio che non si amalgama alla realtà corrente.
Eppure il messaggio che gli Scout intendono diffondere ha un carattere rivoluzionario, è una formula coraggiosa che implica il non arrendersi davanti alle difficoltà, nemmeno davanti alle guerre che da sempre segnano la linea del tempo ma che pure hanno trovato nella storia validi paladini ad essa contrari impegnati a rompere le catene che stringono in una morsa pericolosa l’ideale della pace universale.
Federica Passarelli
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