
VENAFRO – Via Crucis Vivente, successo per la rievocazione storica promossa e organizzata dal Gruppo Scout Agesci di Venafro. La manifestazione cristiana è tornata ad attraversare le vie del centro cittadino accogliendo il plauso e la partecipazione sentita di tantissimi venafrani.
La Via Crucis Vivente progettata e allestita con sapienza certosina dal gruppo Scout Agesci di Venafro in collaborazione con il parroco Salvatore Rinaldi – guida spirituale e compagno prezioso dei ragazzi che scelgono di vivere la realtà dello scoutismo – è divenuta per gli abitanti della piccola città un appuntamento irrinunciabile che veste i panni della certezza come momento da vivere non da soli ma nel cerchio allargato della comunità consentendo agli astanti la possibilità di estrapolare, dalle riflessioni proposte durante il breve pellegrinaggio per le vie del centro, valide linee guida che possano fungere da suggerimenti per chiunque voglia impossessarsene e metterli in pratica.
Il messaggio o meglio l’esortazione che ha ricoperto il ruolo di punto nevralgico di questa 36ª edizione è ruotato essenzialmente attorno al rapporto tra genitori e figli, al tipo di comunicazione che non sempre segue il filo rosso di quel modello educativo che si esprime a favore di una maggiore presenza di carattere qualitativo.
Nella sua esortazione il parroco ha inteso sottolineare come “i profondi cambiamenti in atto stanno avendo un forte impatto sulla crescita delle nuove generazioni, e rendono urgente dare risposte alla crisi antropologica cui assistiamo non di rado impreparati. Questa sera alcuni giovani di Venafro vogliono riportare alla nostra attenzione che loro ci sono, perché voluti: questi nostri figli sono inseriti in ambienti umani ed affettivi molto fragili, i genitori sono totalmente concentrati sul lavoro che, quando c’è, richiede un impegno totalitario per il suo mantenimento. La pedagogia richiama i genitori alla necessità di trascorrere un tempo di qualità con i propri figli che hanno bisogno di essere ‘pensati’, di trovare spazio nelle loro menti e nei loro cuori per riconoscere in sé quelle energie affettivo-relazionali che li aiuteranno a crescere in modo armonico sentendosi amati.
Tutti abbiamo bisogno come l’ossigeno di essere accolti, ben voluti, amati, questo bisogno diviene dirompente. Per essere accettato e avere almeno la sensazione di essere ben voluto, il preadolescente è davvero pronto a tutto, a meno che abbia raggiunto quella maturità interiore che gli permette di camminare libero tra gli altri. Se per qualsiasi ragione l’affettività è stata carente, sarà più forte il bisogno di dipendenza.”
Un piccolo vademecum dunque che ha fornito in poche battute le strategie per riformulare il mondo relazionale all’interno dell’ambiente familiare e che se accolto pienamente può essere in grado di riverberare i suoi effetti anche all’esterno delle mura domestiche. In ultima analisi don Salvatore ha colto il punto cruciale della questione affermando che “i genitori non stanno solo ‘con’ i loro figli, ma anche ‘davanti’ a loro, per tracciare la strada e indicare una rotta sicura, nel corso della quale compiere le proprie scelte.”
La rievocazione mistica tracciata nel percorso che Cristo compie dal Pretorio al Calvario anche stavolta ha fornito lo strumento valido a contestualizzare realtà complicate strette nella maglia della contemporaneità e ad offrire la chiave di volta che può garantire quella giusta e gratificante interazione positiva che sta alla base del rapporto tra figli e genitori.
Federica Passarelli
Foto di Giustino Guarini:
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