‘Fotografia Europea 2024’, il progetto dei venafrani Simona Materi e Carlo Terenzi tra i protagonisti della kermesse internazionale

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VENAFRO – Simbiosi, emergenza climatica e sostenibilità al centro della manifestazione dal titolo ‘La Natura ama nascondersi’, che vedrà l’orafa Simona Materi e il fotografo Carlo Terenzi impegnati in una esposizione di rilevanza internazionale.

‘Fotografia Europea’ è un festival culturale internazionale dedicato alla fotografia contemporanea che si svolge tutti gli anni a Reggio Emilia proponendo ogni volta un programma ben costruito di eventi, proiezioni, workshop, spettacoli e arricchito dal ‘Circuito Off’, ossia un’offerta di performance e mostre promossa in modo indipendente da gallerie, associazioni, istituzioni pubbliche e soggetti privati.

Il tema scelto per l’edizione 2024 e al quale gli artisti hanno dovuto ispirarsi per realizzare le loro opere ha come titolo ‘La Natura ama nascondersi’, un’asserzione interessante che scomoda il filosofo Eraclito e sembra affidare all’uomo contemporaneo il compito e l’onore di trovare l’incastro che possa rivelarne ogni aspetto attraverso qualsiasi forma, adducendo l’arte come elemento indispensabile per assicurarne la comprensione e il coinvolgimento collettivo.

L’idea di intrecciare, di combinare in un’unica realtà artistica – come opposti concordi – due forme d’arte che possono apparire distanti è alla base del progetto presentato da Simona Materi e Carlo Terenzi. ‘Lost in Transition’ è un progetto che nell’era del Phygital propone un nuovo tipo di esperienza che intende armonizzare in un contesto unitario il gioiello contemporaneo e la fotografia.

Orafa campana e venafrana d’adozione, Simona Materi è un’artista formata presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli per la quale l’arte orafa non è intesa solo come mestiere ma come espediente per osservare il mondo e attribuirgli un significato. Attiva in numerose esposizioni nazionali ed internazionali, è stata insegnante di metodologia della progettazione nei corsi accademici di design del gioiello presso l’Accademia Italiana – Arte Moda e Design di Roma, collaboratrice di Jacqueline Ceresoli, critico, storico dell’arte e direttore artistico del T.A.M. (Trattamento Artistico Metalli) la scuola di alta formazione del Maestro Arnaldo Pomodoro; ella oggi vive e lavora a Reggio Emilia ma in una evidente necessità di rintracciare le coordinate di una terra senza tempo, che l’aveva fatta sentire a casa negli anni addietro, ha pensato bene di ristabilire, in un circuito di sensazioni mai sopite, quel vecchio legame fisico col territorio e di coinvolgere pertanto nell’elaborazione del progetto l’amico di un tempo Carlo Terenzi, grafico e talentuoso fotografo venafrano che vanta diversi premi in ambito fotografico come il Concorso Nazionale d’Arte Contemporanea ‘SaturArte’, che è stato selezionato nel 2020 da ANFM (Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti) come uno dei migliori fotografi wedding d’Italia e che ha visto impreziosire il suo curriculum con esposizioni personali in Olanda, la collaborazione con il marchio Ferrero per la campagna ‘K-PEOPLE’, la cura fotografica delle copertine di dischi di importanti musicisti come Jack Savoretti o la cura dell’immagine e grafica dell’ultimo lavoro del pianista Enrico Giaretta, per citare solo alcuni dei riconoscimenti che fanno parte di un elenco lunghissimo di collaborazioni, mostre, shooting a volti noti della televisione.

Simona e Carlo, nella elaborazione del loro progetto ‘Lost in Transition’, partono dall’analisi di tre gioielli contemporanei facenti parte di una delle serie che compongono la collezione ‘Supernatural Limited Edition’ e lo fanno attraverso “un approccio neoumanista, dove nel migliore dei mondi possibili, nel principio di accoglienza dell’alterità, accetta l’interazione con l’identità digitale e l’autonomia espressiva dell’A.I.”

Dal 26 aprile al 9 giugno, dunque, due artisti contemporanei faranno brillare la stella della piccola città nella lontana Reggio Emilia, dove nel caleidoscopio di colori, ospiti illustri e mostre decorative prenderà forma quello che Simona Materi scriveva nel suo racconto contenuto nel libro ‘Cartoline dalla terra che forse esiste’ curato dal filosofo Francesco Giampietri, ovvero la possibilità di “trovare intese rincorrendo il sentiero atavico della natura”, in un gioco di collaborazione e condivisione come rimedio alle stramberie di un mondo che parrebbe destinato alla deriva ma che di fatto può ancora contare su un’idea di salvezza espressa attraverso l’arte.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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