Unimol, comunicazione scientifica “Quali certezze a quasi 80 anni dal bombardamento di Nagasaki?”

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CAMPOBASSO – Domani 7 maggio, alle ore 14.30, nell’Aula “Bloch e Purcell” (ex S1)  del III Edificio Polifunzionale, via F. De Sanctis, Campobasso, prenderà il via – con gli indirizzi di saluto del Rettore Luca Brunese, di Giuliana Fiorentino, Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione, e di Germano Guerra, Direttore del Dipartimento di Medicina e di Scienze della Salute “Vincenzo Tiberio” – il seminario, promosso nell’ambito del Laboratorio di comunicazione scientifica, tenuto da Lorenzo Scillitani, con il coordinamento affidato a Marco Stefano Birtolo.
La sessione dei lavori sarà introdotta da Giovanni Villone, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia UniMol e del Comitato Bioetico di Ateneo, che condivide la promozione dell’evento insieme con le associazioni studentesche che fanno capo alla Molise Medical School.
Il 9 agosto 1945 la seconda esplosione nucleare sul Giappone, avvenuta sopra la città di Nagasaki, appena tre giorni dopo quella di Hiroshima, provocò la morte immediata di decine di migliaia di persone, e atroci sofferenze di altre decine di migliaia di superstiti, che si sarebbero rivelate fatali per molti di loro, anche a distanza di anni. Circa 80 anni dopo quel funesto evento, dovuto a un ordine del presidente USA Harry Truman, che cosa realmente ne sappiamo? Nel tempo, documenti e testimonianze hanno potuto restituire solo alcuni aspetti della portata effettiva di quell’evento. Molto resta ancora da scoprire, in termini non solo strettamente scientifici ma anche culturali, psicologici, esistenziali.
Emblematica è la testimonianza diretta, personale, che si può ritrarre dall’esperienza umana e professionale di un medico radiologo giapponese, Takashi Nagai (1908-1951), che dedicò le sue cure ai primi soccorsi prestati alle vittime delle radiazioni, fino alla sua morte. In una circostanza, come quella odierna, interessata da conflitti dall’esito imprevedibile, che vedono riaffacciarsi l’inquietante spettro delle minacce di distruzione atomica, può avere molto da dirci la vita di Nagai, al quale si sta dedicando da anni il dr. Gabriele Di Comite, Direttore del Dipartimento di Oncologia dei tumori femminili di AstraZeneca Giappone, che è stato invitato a parlarne, in collegamento da Tokyo.

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