
VENAFRO – Una domenica all’insegna del divertimento e della rivalutazione dei percorsi naturalistici.
Un salto indietro nel tempo e torna alla memoria la passeggiata ecologica che nei lontani anni ’80 la Pro Loco si industriava ad organizzare e che ad ogni stagione riusciva a conquistare l’attenzione dei tantissimi cittadini che riempivano, colorandole, le strade della piccola città. Contava poco o forse nulla l’ingranaggio della competizione, perché essenziale era la partecipazione e la condivisione di momenti unici che sono rimasti, ancora oggi, nei ricordi di tutti coloro che si precipitavano ad iscriversi con entusiasmo e buoni propositi.
Si può affermare, senza incappare in errore, che la Pro Loco dei giorni nostri abbia voluto riprendere tra le mani quella bella consuetudine e di ri-proporre ai venafrani una iniziativa che invita a mettere da parte le incombenze quotidiane – compresi gli smartphone e tutti gli strumenti tecnologici che annientano in qualche modo le relazioni sociali – per munirsi di scarpe comode che permettano di seguire percorsi naturalistici in grado di migliorare il benessere mentale e godere di tutti i benefici che una camminata ecologica sa offrire.
Domenica 19 maggio dunque si partirà da Piazza G. Marconi alle ore 9:45 e nel tempo massimo di tre ore si percorrerà la Strada de Le Noci per proseguire verso la Cattedrale e il centro storico con un punto di ristoro previsto poi in Piazza Falcone e Borsellino. Per partecipare all’iniziativa, patrocinata dal Comune di Venafro e sponsorizzata dalla Farmacia ‘Santa Daria’, le iscrizioni del costo di 1 euro possono essere effettuate dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:30 presso la sede della Pro Loco (Palazzina Liberty) oppure direttamente domenica 19 maggio dalle ore 7:30 alla partenza.
Tutti dovrebbero accogliere l’invito della Pro Loco e partecipare alla ‘Prima Passeggiata di Primavera per Acque, Parchi e Storia’, perché essa di certo si pone come modo efficace per imparare a difendere proprio quella natura che nella poetica di Whitman assumeva un forte effetto vivificante e che nella nostra caotica modernità andrebbe rivalutata e apprezzata perché è da lì che “scende tutto il resto”.
Federica Passarelli
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