
VENAFRO – La Palazzina Liberty si prepara ad accogliere la cerimonia di premiazione degli autori che hanno partecipato alla terza edizione del Premio Letterario Internazionale Francesco Giampietri.
La terza edizione del Premio Letterario Francesco Giampietri che sta per concludersi con la premiazione degli autori, mostra ancor più delle altre che l’hanno preceduta il carattere aggregante della letteratura. In un vortice di bellezza che ha conquistato diverse menti letterarie, il Premio Francesco Giampietri ora internazionale, consente ad autori di nazionalità diverse di competere al fine di ottenere un riconoscimento pubblico che entusiasma sì i vincitori ma che in qualche modo rappresenta una forma di apertura al mondo culturale capace di coinvolgere tutti i presenti, siano essi esperti o meno in campo letterario. Questo perché la letteratura è quel canale mediante il quale si ha la possibilità di comprendere se stessi e il mondo che fa da corollario alle proprie esistenze.
In un panegirico di arte letteraria composto da poesie, racconti, componimenti in vernacolo, videopoesie e poesie in lingua francese, inglese, spagnola, giapponese e cinese, il presidente del Premio Domenico Faniello con l’ausilio di Giampiero Giorgi, presidente dell’Associazione ‘Un passo avanti APS’ di Ascoli Piceno, posizioneranno sotto i riflettori l’ingranaggio produttivo che il concorso letterario è stato in grado di elaborare e tra le mura della sala convegni della Palazzina Liberty, sabato 25 maggio a partire dalle ore 15:30, si terrà la cerimonia di premiazione degli autori che si son lasciati appassionare dalla scrittura e dal suo potere liberatorio.
Il premio inoltre, per i cultori della valorizzazione turistica, rappresenta a ben vedere un efficace strumento di promozione cittadina, affiancandosi ai diversi eventi che muovono esattamente da questa prerogativa.
Un pomeriggio improntato sul potere della parola, quella che a dirla con lo scrittore Santucci ha addosso l’antidoto che conduce al lieto fine e che pure può trovare il suo palcoscenico di rilievo in una piccola città di provincia, perché come scriveva il filosofo Francesco Giampietri nel suo libro Lettere e disarmonia “si prende coscienza, quasi d’incanto, che persino la provincia con i suoi umori umidi, le sue strade sfumate dalla foschia e i suoi ragazzi inquieti, è materia per la poesia e il sogno”.
Federica Passarelli
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