Trasporto sulla tratta ferroviaria Campobasso – Roma, Viaggiatori pendolari esasperati si appellano alla stampa

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CAMPOBASSO – Trasporto su ferro, i pendolari della Campobasso-Roma non ne possono più.

Anni di disagi, di angosce, di ritardi, di problematiche di ogni tipo che nascono da un trasporto ferroviario spezzatino che non si può definire funzionante e adeguato ai tempi. Sta assorbendo investimenti ingenti per una ristrutturazione che non finisce mai, per un’elettrificazione al via nel 2026, se tutto va bene. Intanto, quei pochi treni che ci sono, vengono soppressi da Isernia e da Roma.

I viaggiatori sono sul piede di guerra, ecco la lettera che pubblichiamo interamente inviata alla redazione, al Direttore, dove si rappresenta la rabbia e la delusione verso una classe politica che ignora il dramma di viaggiatori pendolari e di quanti si servono del mezzo pubblico su ferro per lavoro per raggiungere la capitale per accedere a servizi sanitari visite e quant’altro.

Gentile Direttore,

per anni, in qualità di pendolari sulla linea Campobasso-Roma, abbiamo seguito, nostro malgrado, tutte le vicissitudini di un servizio ferroviario gestito male e controllato ancor meno.

Una realtà che segnerebbe in senso negativo ogni fantasia. Binari oscuri, treni peggio, rete “a strascico” e organizzazione stile Far West.

Abbiamo criticato, denunciato, esposto ogni genere di problema. Riscontri dalla Regione non pervenuti ed in Trenitalia devono ancora leggere quelli dell’anno 1997!

E ripartiamo (si fa per dire) da qui.

Stiamo tutti subendo le azioni scellerate di un management aziendale che approfitta della totale assenza della Regione e dei suoi rappresentanti, presenti solo in pompa magna alle inaugurazioni della mitologica elettrificazione (ovviamente incompiuta).

Occorrerebbe chiedere a costoro, e lo facciamo di proposito in questa occasione, di smentire o confermare la volontà di cancellare alcune corse dal già limitato servizio quotidiano.

La soppressione, che artatamente è stata tenuta nascosta e non attivata con il cambio stagionale di orario, proprio per non darne contezza pubblica all’utenza, partirà dai primi giorni di luglio.

Da quanto appurato verrà soppresso il treno 5308 delle 7,45 da Isernia a Roma senza prevedere alternative. Dei due treni quotidiani, 5133 delle 19,35 e 5137 delle 20,35, entrambi da Roma Termini a Isernia ne sarà realizzato uno solo alle 20,15.

Al di là di voler agire su un servizio già ai minimi termini e con orari impossibili, le menti che hanno partorito tale capolavoro dimostrano, per l’ennesima volta, una incapacità di attivazione delle sinapsi.

Quei treni, infatti, sono particolarmente destinati ai pendolari che per anni hanno fatto sacrifici enormi per adeguarsi agli scempi della linea ferroviaria.

Non solo, ovviamente la scelta è caduta su treni che, guarda caso, non fermano a Cassino!

Se proprio si voleva e doveva risparmiare, perché con si è pensato di riorganizzare il treno 5310 delle 9,35 da Isernia a Roma Termini (che ha un orario perfettamente inutile anche per un semplice turista) o uno dei due 5119 delle 13,07 o 5121 delle 14,35 da Roma Termini a Isernia? Cos’è i nostri politici locali hanno più a cuore i viaggiatori laziali dei molisani? Già, questi no perché hanno la fermata a Cassino pur essendo addossati e concentrati in un orario ristretto inutile. Di certo questi signori non hanno mai agevolato noi, anzi!

Ma il senso di aver investito milioni di euro sull’elettrificazione della rete (sempre incompiuta) ad oggi, di grazia, quale sarebbe?

“Impiegheremo treni ad idrogeno” era lo slogan di qualche settimana fa ed a tutti noi è venuta subito in mente l’applicazione aerostatica ed il forte richiamo ai palloni gonfiati!

La metodica adottata, poi, è davvero pessima. Tace il controllato e tace il controllore (che pure sa ed è informato a tutti i livelli) mentre i cittadini di questa sfortunata landa desolata non fanno altro che chiedersi con che faccia si parli ancora di sviluppo del Molise e con quale prosopopea si finga ancora sdegno quando se ne ventila la soppressione da entità amministrativa.

Siamo figli di nessuno, trasporti, sanità, scuola, turismo…dei miserabili, sconfitti, abbandonati a noi stessi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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