Venafro, l’Associazione culturale Venus Verticordia presenta la VII edizione de ‘La Notte della Poesia’

Venafro, Venus Verticordia, 'La Notte della Poesia'
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VENAFRO – Torna ‘La Notte della Poesia‘, la kermesse culturale ideata dal filosofo Francesco Giampietri e curata dall’Associazione Venus Verticordia che quest’anno vedrà la partecipazione del poeta Franco Arminio.

Come ogni anno d’estate l’Associazione Venus Verticordia propone alla piccola città una serata, una notte infarcita di poesia, di bellezza, di complicità attraverso uno spettacolo che riesce a condurre la platea in un mondo d’arte in grado di catturare l’attenzione non solo degli appassionati tout court del genere letterario in questione ma anche di coloro che sanno cogliere un’intuizione e quel guizzo di vita nascosto tra i versi e le rime del linguaggio poetico. Il poeta che omaggerà la settima edizione dell’evento curato da Venus Verticordia è esattamente colui che si è fatto paladino di un modo non scontato di concepire la poesia: essa infatti va intesa come privilegio che deve coinvolgere tutti e non un valore nascosto nella fortezza di pochi eletti. Come un’opera d’arte che va condivisa affinché tutti possano goderne.

Franco Arminio è poeta che appartiene alla terra dell’Irpinia d’Oriente, è scrittore e regista che ama definirsi ‘paesologo’ perché ha raccontato i piccoli paesi d’Italia e il loro spopolamento, sancendo nelle sue opere l’importanza di dover tornare a viverli e a farli rivivere. Egli racconta che la paesologia è una ‘scienza difettosa’ perché “consiste nell’andare nei posti piccoli, uno dopo l’altro e ascoltare, scrivere”. È dunque l’arte, la paesologia, dell’incontrare e raccontare i paesi e i luoghi dove “se ne sono tutti andati, specie chi è rimasto”. Animatore di battaglie civili e ispiratore di molte azioni contro lo spopolamento dell’entroterra italiano, Franco Arminio collabora con il ‘Corriere della sera’, ‘Il Mattino’ e ‘Il Fatto Quotidiano’ e da quest’anno ha affiancato Greta Mauro nella conduzione del programma televisivo in onda su rai tre ‘La biblioteca dei sentimenti’, dedicato alla divulgazione e ai libri.

Venerdì 28 giugno dalle ore 21:00, in quello che è il cuore del centro storico della piccola città, nella suggestiva piazzetta dell’Annunziata, troveranno spazio le parole che si accorderanno forse più di sempre all’incanto di questo luogo speciale capace di garantire una scenografia conforme all’introspezione più saggia e raffinata del poeta. Franco Arminio presenterà al pubblico i ‘Canti della gratitudine’, un libro di poesie che invita i lettori ad un “gesto semplice e prezioso: fare buon uso delle parole. Le parole che pronunciamo, scriviamo, leggiamo ogni giorno sono una moltitudine, ma troppo spesso attraversano le nostre vite senza lasciare traccia. Il poeta quindi si inoltra nel silenzio – quello dei paesi delle aree interne svuotati dall’emigrazione, quello delle notti in cui siamo soli di fronte alla nostra ossessione – e, come un rabdomante, cerca la vena in cui ancora scorrono parole dense di significato e di luce. I suoi versi si offrono a tutti come occasione per aprire il cuore alla meraviglia e alla fratellanza, cantano l’importanza di prestare attenzione al minuscolo per sentirci parte dell’universo”.

La notte sarà inoltre impreziosita dal messaggio cantautorale e quindi dalle incursioni musicali che i fratelli Livio e Manfredi Arminio intrecceranno all’arte del poeta, intavolando così uno spettacolo unico che coinvolgerà il pubblico tutto. Con il loro personale sound, che mescola la narrazione di un’Irpinia solitaria con una malinconia felice, proporranno un racconto contemporaneo della loro terra, che è zona di provincia e che non intendono affatto abbandonare proprio per non permetterle di perdersi nell’indifferenza e nel silenzio.

In una società sempre più distratta e disordinata, incline all’imperturbabilità e all’egoismo di parole e gesti, i ‘Canti della gratitudine’ di Franco Arminio scorrono come un’idea di salvezza che conduce all’essenza delle cose, attraverso le frasi poetiche, attraverso le parole che il poeta di Bisaccia definisce “piccoli inciampi per frenare il tempo che va via”.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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