Venafro, Ospedale SS. Rosario: il Tar Molise accoglie il ricorso del Comune contro l’Asrem

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VENAFRO – La sentenza del Tar Molise obbliga l’Asrem ad attivare i servizi e le prestazioni finora disattese e riaccende la speranza nei cittadini di riavere un ospedale funzionante.

“Non è sbagliato definirla storica, la sentenza emessa il 3 luglio scorso dal Tar Molise, quella che obbliga l’Asrem ad attivare tutte le prestazioni inserite all’interno dell’atto aziendale numero 301 e che riaccende pertanto la speranza nei cittadini di riavere un proprio ospedale attivo che garantisca il rispetto del diritto alla salute. L’atto citato è quello che prevedeva la creazione di dieci posti letto per la riabilitazione estensiva, altri dieci per la riabilitazione di mantenimento, quaranta per la residenza sanitaria assistenziale a media intensità per anziani e dieci posti letto per pazienti con demenza ad alta intensità; insomma, si tratta di quei servizi e di quelle prestazioni disattese dal 2018 e che hanno determinato una carenza profonda nell’offerta sanitaria sul territorio.

Si sa che presso l’Ospedale Santissimo Rosario è attualmente attiva esclusivamente l’unità di degenza infermieristica, che implica la possibilità di garantire solo ricoveri di breve durata.

Come ha spiegato il sindaco Alfredo Ricci in un’intervista, la mancata attuazione dell’atto aziendale n. 301 ha comportato un vero e proprio tracollo dell’offerta sanitaria mandando in sofferenza le urgenze e le diverse necessità dei cittadini e per questo motivo assieme all’Amministrazione si è reso necessario intervenire non solo politicamente ma anche giuridicamente presentando un ricorso – nel novembre del 2021 – contro l’Asrem la quale, una volta avviata la causa ha sì provveduto a rispondere e giustificarsi ma trovando i motivi del ritardo nella carenza di personale e nella pandemia di Covid-19; motivi che però non hanno convinto i giudici i quali hanno invece accolto quelli presentati dal Comune, respingendo la nota dell’Asrem con la quale giustificava la mancata attivazione dei servizi.

La sentenza dunque dà ragione al Comune e anche al territorio che rivendica da più parti il suo ospedale oggi definito ‘ospedale di comunità’, una dicitura che il sindaco Ricci prova ad interpretare positivamente dichiarando che l’ospedale di comunità altro non è che “un contenitore e come tale deve essere riempito di contenuti, ovvero dei servizi per i cittadini” come la Riabilitazione ad esempio, che era stata sospesa durante il Covid e mai riattivata, o ancora la Radiologia e la Diabetologia che necessitano di continuità e tenuto conto che negli ultimi mesi si è rafforzata la collaborazione con l’Asrem e con il direttore sanitario Di Santo, non è lontana la possibilità di vedere realizzati risultati concreti, come l’attivazione del punto di Primo Intervento, che significa garantire prioritariamente i bisogni comuni dei cittadini e in particolare le emergenze sanitarie.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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