Parco dell’Olivo, con la camminata tra gli olivi 2024 è terminato il mandato di Emilio Pesino

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VENAFRO – La tradizionale camminata tra gli olivi ha segnato il passaggio delle consegne tra Emilio Pesino e Fabio Iannucci, nuovo presidente dell’Ente Parco.

Si conclude, dopo tredici anni di intensa attività e passione senza remore, il percorso del Dottor Emilio Pesino come presidente dell’Ente Parco di Venafro. Un percorso durante il quale sono state affrontate difficoltà di ogni tipo, a partire da quelle economiche. Una vera e propria sfida, come scrive Pesino nella lettera di commiato che ha inviato in redazione e che si riporta integralmente per concedere ai lettori la possibilità di non lasciarsi sfuggire alcun passaggio di quello che vuole essere un saluto ma anche un ringraziamento nei riguardi dei diversi sostenitori che hanno accompagnato i lavori e le attività dell’Ente. Una missiva che possiede in sé pure tutto un fraseggio augurale fatto di buoni propositi per il cammino futuro del Parco Regionale dell’Olivo di Venafro.

Così Emilio Pesino propone il resoconto dell’impegno profuso in questi anni per il bene del Parco e puntando sull’ultima manifestazione avvenuta domenica scorsa afferma l’importanza dell’evento ideato dall’Associazione Città dell’Olio con l’Ente Parco che “ha organizzato la Camminata ideando un percorso tra oliveti ben gestiti e sottratti all’abbandono nell’ultimo decennio. Alla conclusione della passeggiata, sono stati premiati i migliori 20 oliveti del Parco, a seguito di verifiche sul territorio della Commissione individuata dall’Ente. L’Ente Parco ringrazia l’Associazione Vigili del Fuoco in C. per il supporto all’evento e l’Associazione Olivesroad di Roma per la presenza, oltre all’Associazione Pris. Un grazie anche a Rai isoradio per il bel filmato sulla raccolta delle olive a Venafro con Olio Extra Vergine d’Oliva Licinius, alla Fondazione Mario Lepore e a Paola Perna per il rinfresco e la collaborazione.

Con l’occasione, termina il mio mandato alla guida dall’Ente Parco. Una sfida iniziata tredici anni fa e lanciata dal noto oleologo Luigi Caricato che su una rivista specializzata si chiedeva che fine avesse fatto il famoso olio di Venafro. Una sfida che da Venolea 2012 ha permesso al Parco di riscrivere nella modernità l’immane storia dell’olivicoltura venafrana. Da allora grazie ad una strategica alleanza con l’Associazione Città dell’Olio è stato corrisposto all’Ente un notevole dinamismo propositivo e promozionale, riconosciuto nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del MASAF, inserito in progetti internazionali come l’Interreg IPA Cross Border Ol e sostenitore di una rete mediterranea dei luoghi storici e mitologici dedicati all’Olivo. Oggi nell’Associazione PRIS il Parco ha un ruolo consolidato tra i luoghi rurali di interesse nazionale. L’olio di Venafro ha quindi raggiunto livelli qualitativi altissimi grazie ad Aziende che operano nel Parco e che hanno saputo coniugare qualità e storia come l’Azienda Olio Venafro LDP, Oliocjv, l’Olio Extra Vergine d’Oliva Licinius e il recente ‘Olio Tempo, Una Storia dell’Antica Roma’ di Carlo Di Dario. Un Parco dalla gestione difficilissima e dotato da sempre di scarse risorse, portata avanti con l’amministrativo Rag. Benedetto Iannacone.” Pesino prosegue fornendo informazioni sull’appuntamento del 31 ottobre prossimo quando alle 17:30 sarà “convocato il Consiglio direttivo dell’Ente per le consegne amministrative al nuovo Presidente Fabio Iannucci, cui auguro le migliori fortune, assieme ai consiglieri Ferdinando Alterio, Elviro Cipolla e Paola Moscardino. Sarà questa l’occasione per inviare al Presidente della Regione Molise Francesco Roberti che non ho avuto finora il piacere di conoscere, una corposa relazione di fine mandato, dalla quale lo stesso potrà rendersi conto di quanti assurdi ostacoli e criticità mai risolte si sono frapposti, nel corso degli anni, tra la Regione Molise il Parco dell’Olivo di Venafro. Con la speranza che vengano finalmente superati.” L’auspicio che ciò possa accadere lo facciamo nostro perché non vada perduto nel dimenticatoio il lavoro costruito in tanti anni con quella dedizione riconoscente verso la propria terra.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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