
SAN GIULIANO DI PUGLIA – La comunità di San Giuliano di Puglia ha ricordato, oggi, le vittime del terremoto del 2002 in cui morirono 27 bambini e la e la loro maestra, Carmela Ciniglio.
Era il 31 ottobre del 2002 quando una scossa di terremoto causò il crollo della scuola elementare Francesco Jovine. Una tragedia che ha segnato per sempre il nostro Molise. Questa mattina, nel cimitero del paese, la comunità tutta si è raccolta in un momento di preghiera e di silenzio interrotto solo dai rintocchi della campana. Un corto silenzioso composto da familiari delle vittime, i cittadini, le autorità locali e regionali, e rappresentanti delle istituzioni si è poi diretto al Parco della Memoria, per i 27 angeli e la mestra Carmela Ciniglio
Numerosi i messaggi delle istituzioni per commemorare questa triste giornata:
“Oggi – scrive la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte – ricordiamo con profonda commozione il tragico crollo della Scuola Jovine di San Giuliano di Puglia, avvenuto 22 anni fa. Questa tragedia, scolpita indelebilmente nella memoria di ogni molisano, portò via 27 giovani vite e quella della maestra Carmela Ciniglio, seppelliti sotto le macerie del luogo che dovrebbe essere il più sicuro per i nostri ragazzi. Quella drammatica data ha rappresentato uno spartiacque perché ha aumentato la consapevolezza e l’importanza della prevenzione, ma il nostro impegno come istituzioni non deve mai venire meno. Le parole dell’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, pronunciate durante i solenni funerali delle vittime, rimangono un monito: “Non abbiamo saputo proteggere i nostri figli”.
“Oggi, in questo giorno nel quale ricordiamo le vite spezzate dal terremoto di San Giuliano di Puglia, 27 bambini e la loro maestra, immancabilmente, come ogni anno da allora, ci accorgiamo – ha affermato il consigliere regionale Roberto Gravina – che la ferita lasciata da quel 31 ottobre 2002 è ancora viva e torna forte, presente e inconsolabile il dolore e lo strazio delle famiglie, delle comunità coinvolte, di tutti noi. Ma sappiamo bene che la giornata di oggi non può essere vissuta esclusivamente come un momento di ricordo e commozione. Infatti, il nostro compito, come istituzioni, è quello di darle un valore concreto, interrogandoci in prima persona su ciò che è stato fatto, su quello che si sarebbe potuto fare meglio e su ciò che, ancora oggi, rappresenta un rimpianto”.
“Il 31 ottobre non è certo una data qualsiasi per il Molise e i molisani. Rabbia, sconcerto e dolore non si cancellano, nemmeno 22 anni dopo. Ricordiamo commossi i 27 bambini e la maestra che persero la vita sotto le macerie della Jovine, il lutto inconsolabile delle loro famiglie e la lenta, difficile e incompleta fase di ricostruzione per le comunità colpite dalla tragedia del terremoto”. E’ quanto dichiara in una nota Vincenzo Notarangelo, segretario regionale di Sinistra Italiana.
“A 22 anni dal tragico evento, ancora vivido è il ricordo delle giovani vite spezzate e della loro maestra. Pur se impossibilitato a partecipare in presenza perché impegnato nelle attività parlamentari, il mio cuore oggi – scrive il senatore Costanzo Della Porta – è a San Giuliano di Puglia. Il 31 ottobre 2002 ha generato nel popolo molisano, e credo in tutta Italia, sentimenti di mestizia e sconforto per quanto accaduto. L’unico modo per onorare davvero il loro sacrificio è fare in modo che quanto avvenuto a San Giuliano non accada più”.
“31 ottobre 2002, il terremoto di San Giuliano di Puglia. Tutta l’Italia è con il fiato sospeso mentre i soccorritori scavano tra le macerie della scuola “Francesco Jovine”. A perdere la vita nel crollo di quell’edificio saranno 27 bambini e una maestra. Doloroso il bilancio finale di 30 vittime”. Scrive in una nota il Dipartimento di Protezione Civile.
“Sono passati ventidue anni dal 31 ottobre del 2002 che sconvolse il nostro Molise e l’Italia intera. I nostri 27 Angeli con la loro maestra – afferma l’on. Elisabetta Lancellotta – continuano a vivere, giorno dopo giorno, nella nostra mente, nel nostro cuore affinchè il loro ricordo non muoia mai”.
“Ci sono eventi, nella vita di una comunità – ha affermato l’eurodeputato Aldo Patriciello – che restano scolpiti indelebili nel cuore e nella mente. C’è un prima e un dopo: un orologio storico che sta lì a ricordarci ciò che è accaduto. E quello che è successo a San Giuliano di Puglia il 31 ottobre del 2002 è un evento del genere. Oggi, a distanza di tanti anni, abbiamo non solo il dovere di ricordare, ma di lavorare ed investire in prevenzione e sicurezza perché simili tragedie non accadano mai più”
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