
VENAFRO – Palazzo Armieri ha ospitato un Focus Group tra le Assistenti Sociali dell’Ambito Territoriale Sociale di Venafro, un team del Ministero delle Politiche Sociali e un team della Banca Mondiale, orientato ad approfondire il lavoro svolto dall’équipe di Venafro.
Il Reddito di Cittadinanza, la misura per il sostegno al reddito introdotta nel 2019 dal Movimento 5 Stelle e che negli anni ha rappresentato il cavallo di battaglia dell’attività politica del partito, è stato definitivamente cancellato dal primo gennaio 2024 dal governo di centrodestra e sostituito dall’Assegno di Inclusione, al quale si aggiunge un Supporto per la formazione e il lavoro destinato ai soggetti definiti occupabili. L’Assegno di Inclusione si propone come una misura più semplice e trasparente rispetto al Reddito di Cittadinanza, quest’ultimo criticato per la sua complessità burocratica, per la sua inefficienza a contrastare sul serio la povertà e anche per la sua scarsa utilità nel favorire l’inserimento lavorativo dei beneficiari. L’Assegno di Inclusione si presenta come una misura di sostegno economico, d’inclusione sociale e professionale, condizionata al possesso dei requisiti di residenza, cittadinanza e situazione reddituale del nucleo familiare; esso è rivolto a persone fragili, nuclei familiari con minori, disabili, ultrasessantenni o con certificazione di presa in carico da parte dei Servizi specialistici. La nota ricevuta in redazione spiega inoltre che “i beneficiari sono seguiti dai Servizi Sociali, i quali hanno un ruolo centrale nell’attuazione della misura, il cui obiettivo è intercettare il bisogno delle persone, comprendendo quali sono gli strumenti necessari al loro inserimento sociale e lavorativo.”
Lo scorso 14 novembre si è tenuto, tra le mura di Palazzo Armieri, un Focus Group tra le Assistenti Sociali dell’Ambito Territoriale Sociale di Venafro, un team del Ministero delle Politiche Sociali e un team della Banca Mondiale, orientato ad approfondire il lavoro svolto dall’équipe di Venafro, esaminare le criticità e le problematiche riscontrate sulla piattaforma GEPI – ovvero la Piattaforma digitale utilizzata dagli operatori dei Comuni e degli Ambiti Territoriali Sociali per attivare e gestire i Patti per l’inclusione sociale – e proporre eventuali modifiche per lavorare al meglio. Nel comunicato si rende noto che quest’anno l’Ambito Territoriale di Venafro è stato selezionato tra i migliori Ambiti Sociali per il lavoro svolto con la nuova misura dell’Assegno di inclusione e si dà contezza del lavoro svolto presso l’Ambito specificando che “a partire da Gennaio presso l’ATS di Venafro, sono state lavorate più di 300 domande, divise tra le Assistenti Sociali le quali hanno provveduto dopo un primo colloquio di analisi preliminare, a stabilire le condizioni di svantaggio e il percorso più adatto per ogni beneficiario. Grazie all’Assegno d’Inclusione sono stati attivati Servizi di prossimità come ADE (Assistenza Domiciliare Educativa) o SAD (Servizio Assistenza Domiciliare) ma anche le attivazioni dei PUC (Progetti Utili alla Comunità) hanno prodotto molteplici risultati. Infatti, molti beneficiari hanno iniziato percorsi di formazione che si sono poi trasformati in percorsi lavorativi. Più precisamente alcuni di loro, sempre con il costante sostegno delle Assistenti Sociali, sono stati selezionati per garantire dei servizi gratuiti alla comunità, come assistenza agli anziani o persone sole. Questi servizi non hanno garantito solo un aiuto pratico, a volte sono stati di grande sostegno per le persone che non avendo una rete sociale ben salda, si trovavano in uno stato di emergenza sociale, che come Ambito non potevamo trascurare e i risultati sono stati evidenti, tanto da ricevere molti ringraziamenti da parte sia dei beneficiari dell’Assegno d’Inclusione, sia dalle persone che ricevevano assistenza.”
Secondo il parere degli addetti ai lavori, dunque, una misura come l’Assegno d’Inclusione, se utilizzata nel modo giusto, può davvero essere un aiuto concreto non solo per i vari nuclei che la richiedono ma anche per tutte quelle persone fragili che non ricevono un’attenzione e un supporto adeguati.
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