
VENAFRO – Taglio del nastro in grande stile, alla presenza delle massime autorità regionali e locali, sanitarie e militari, della Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA) per anziani al Santissimo Rosario di Venafro. Venti i posti letto a disposizione.
La RSA dovrebbe essere – e in questo caso il condizionale è d’obbligo in quanto il reparto fu già inaugurato nel mese di luglio del 2019 senza però poi mai divenire operativo nemmeno per un minuto – una struttura dedicata, per un periodo di tempo limitato, alla gestione di persone con assenza di patologie acute per le quali sarebbe altrimenti necessario il ricovero in presidi ospedalieri, ma allo stesso tempo difficili da assistere a domicilio perché bisognevoli di trattamenti continui necessari per la stabilizzazione del quadro clinico.
Presenti all’inaugurazione il Presidente della Regione Francesco Roberti, il Direttore Generale dell’Asrem Giovanni Di Santo e il Sindaco di Venafro Alfredo Ricci.
Soddisfazione è stata espressa da tutt’e tre le personalità istituzionali e mentre il Presidente della Regione Roberti ha fornito un quadro generale della situazione affermando che la politica per la sanità molisana prosegue ad “andare spedita con un programma che ci siamo dati l’anno scorso anche nella riorganizzazione della medicina territoriale”, confermando che “l’offerta sanitaria in Molise è migliorata” e che sulla base di questo si cerca “di proseguire anche nella possibilità di reperire maggior medici possibilità, tanto che abbiamo già nominato i primari”, il Direttore Generale dell’Asrem Di Santo ha ribadito a sua volta quanto affermato da Roberti a proposito delle risorse umane, considerate più che sufficienti tanto che, a detta del Direttore renderebbero “già da domani la struttura fruibile”. Insomma, una sinergia tra poteri politici che ha permesso di favorire quello che Di Santo ha definito un vero e proprio “slancio per la sanità molisana soprattutto in quella che è l’integrazione ospedale-territorio e che si riconosce proprio qui dove adesso pazienti, cittadini e utenti potranno trovare un ambiente giusto, sano e dignitoso per essere accolti quando dall’ospedale devono essere dimessi ma non hanno la possibilità di andare a casa e in questa struttura potranno essere curati prima di essere poi messi completamente a domicilio. Tutto questo garantisce quello che è uno snodo importante per il decongestionamento delle strutture ospedaliere, anche per la provincia”.
Di Santo ha fornito anche delle notizie riguardanti il numero di posti letto presenti nella struttura e ha affermato che inizialmente ci saranno “venti posti letto” che si spera possano “successivamente arrivare ai quaranta posti letto”. L’attenzione è stata poi rivolta alla riapertura della Riabilitazione considerata dal Direttore Generale “un punto importante con tutte le possibilità di dare una specialistica ambulatoriale sufficiente a garantire le richieste del territorio” assicurando inoltre che saranno sì presenti le specialistiche e che “sarà potenziata la diabetologia e messa su l’ortopedia, entrambe ad integrazione delle altre specialistiche che stanno raggiungendo numeri importanti e che determinano un’attrazione anche per le regioni limitrofe, determinando così una mobilità attiva”. Il Direttore Di Santo infine ha dato per certo che si sta lavorando “per mettere qui l’ospedale di Comunità con i finanziamenti del PNRR”, che è previsto “l’inserimento di un mammografo e che si rivedrà l’inserimento della Tac. Tutto questo in un crescendo importante per dare garanzia e certezza di cure a questo territorio.”
Anche il sindaco di Venafro ha definito quello di stamattina un incontro importante, frutto della collaborazione tra l’Amministrazione e il Comitato che si è poi trasformato in un risultato finale soddisfacente grazie alla cooperazione del Direttore Generale dell’Asrem e del Presidente della Regione Roberti. Durante l’intervista il primo cittadino si è profuso alacremente nell’affermare che quello di oggi “è un segnale importante, perché diamo operatività effettiva a questa struttura ma è anche un segno che deve necessariamente avere un seguito.
Gli obiettivi sono quelli di integrare quanto più possibile medicina e territorio e creare una struttura che possa in qualche modo presidiare le urgenze. Su questo c’è anche una sinergia rinnovata con la struttura commissariata e quindi siamo fiduciosi. È ovvio che non ci fermiamo e sappiamo che l’impegno che ci attende è ancora tanto.” A proposito della riapertura della Riabilitazione Ricci ha precisato che si tratta di un discorso importante sul quale c’è attenzione, rappresentando ancora oggi una ferita aperta tanto che come egli ha sottolineato “sono almeno due anni che stiamo rincorrendo Isernia per quanto riguarda il centro per i malati di Alzheimer e ricordo che il piano sanitario prevedeva che avesse sede in questa struttura, poi con un blitz sbagliato due anni fa è stato spostato ad Isernia per metterlo in una struttura che ancora oggi non vede la luce. Io dico, riportiamo questa struttura che deve dare respiro a queste famiglie in questo edificio che può ospitarlo a livelli innovativi di standard sicuramente superiori.”
Una inaugurazione dunque, quella di stamattina, tesa a riacciuffare in qualche modo il filo rosso che si era spezzato ben cinque anni fa e che dimostra senza ombra di dubbio come il primo obiettivo sia dunque quello di garantire al paziente un sopporto clinico, riabilitativo e socio-assistenziale finalizzato al massimo recupero e stabilizzazione della sua autonomia. Le Rsa, insomma, sono in definitiva volte a coniugare le esigenze di assistenza sanitaria con le esigenze di assistenza tutelare ed alberghiera.
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