
ISERNIA – Il comitato per l’annessione della Provincia di Isernia all’Abruzzo ha consegnato questa mattina, presso l’ente di via Berta, le oltre 5500 firme raccolte. Raggiunto il quorum, ora si attende il via libera per il referendum.
La Provincia di Isernia invierà le firme, alla Corte di Cassazione, per il controllo di legittimità. In caso di esito positivo, l’ente provinciale dovrà indire il referendum che sarà valido se alle urne si recherà il 50% più uno degli aventi diritto. I componenti, del Comitato annessione Privincia di Isernia all’Abruzzo, si dicono soddisfatti per per aver raggiunto questo primo traguardo. 
Per Libero Antonio Bucci, uno dei componenti del Comitato, c’è chi rema contro questa iniziativa.
“Noi adesso -ha affermato Bucci – dobbiamo difendere questo referendum dal tentativo di boicottaggio di chi rema contro, ma non in maniera legittima, rema contro con modalità, secondo noi, anticostituzionali. Abbiamo una completa omogeneità con il territorio abruzzese, sia di carattere culturale, sociale ed economico. Riteniamo che sia l’unico modo per le due regioni, perché non si tratta solo del Molise, per riuscire ad affrontare le sfide del futuro. Dicevano gli antichi: l’unione fa la forza! Fino al 2000 questa regione produceva debito, ma nessuno se ne accorgeva perché lo Stato ripianava tutte le situazioni. Ovviamente con la cessione, per esempio, della sanità di altri servizi territoriali alle regioni, il Molise ha cominciato ad accumulare debito, ogni anno, che ha portato alla situazione attuale di bocciatura degli ultimi tre bilanci regionali da parte della Corte dei Conti.
Anche Ottavio Balducci, altro componente del Comitato, si è detto soddisfatto per il primo traguardo raggiunto
“Stiamo parlando di una petizione popolare che viene fuori – ha detto Balducci – dai banchetti che avete visto in tutta la provincia di Isernia. Abbiamo avuto cura di registrare in modo puntuale, i dati anagrafici, con le indicazioni dei rispettivi documenti di riconoscimento. Abbiamo farro le opportune verificate e adesso la valutazione spetta all’amministrazione provinciale”
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