
CASALCIPRANO – «Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». E’ questo il primo verso evangelico (Mt, 4,3) che compare alla vista della mia mente per tessere le lodi a chi, come Franco Miranda di Casalciprano, ha ideato un percorso enogastronomico all’interno di un viaggio culturale; cosicché il mangiare e il bere non assurgono a puro riempimento viscerale e a necessario nutrimento del corpo, ma si trasformano in gustose e miracolose ricette per il benessere e la crescita dell’animo e della mente dell’uomo. Più nello specifico, l’intuito e l’intelletto dell’ideatore di queste iniziative hanno riguardato una serie di incontri cadenzati periodicamente (ogni due/tre mesi) e programmati sulla scelta di uno specifico periodo storico (rinascimento – illuminismo) rievocando così, per ciascun incontro, un personaggio dell’epoca (Vincenzo Corrado, Giovan Battista Crisci, il Caravaggio, Giacomo Leopardi). Il tutto secondo uno schema accattivante e ben riuscito sia in ordine alle giornate e agli orari da impegnare che alle modalità di svolgimento. Con riguardo al primo aspetto, ciascun evento celebrativo si è svolto orientativamente in giorno di sabato o di domenica e in orario approssimativamente compreso tra le 11,00 e le 15,00, così da favorire la presenza di quanti lavorano durante la settimana. In riferimento alle modalità, invece, un’alternanza tra i saluti e la presentazione della giornata, tra momenti musicali e canori e il tema della relazione sul personaggio trattato, rappresentano il primo tempo ovvero, in altri termini, il preludio al pranzo con gli ingredienti e le bevande originali di quelli che rappresentavano proprio i piatti, le tradizioni e i vini tipici graditi e consumati di quel personaggio (secondo tempo). L’aspetto più suggestivo dell’intera cerimonia resta proprio la rievocazione del ricettario che, prima di essere riproposto, è frutto di lunghi e appassionati studi di ricerca da parte di Franco Miranda per iniziative sapientemente gestite da Paola Di Iorio di Frosolone, dall’Avvocato Gianluigi Ciamarra e dall’intero e infaticabile entourage organizzativo. Un plauso a voi tutti per iniziative che fanno da modello e che son degne di imitazioni; imitazioni che, sinora, hanno interessato tantissimi ragazzi, giovani e meno giovani per le oramai famigerate “sagre” che però, molto spesso, riempiono “trippe” e – ahimé – svuotano le “zucche”. Ma voglio credere che il Molise potrà rinascere innanzitutto dalla valorizzazione della cultura proprio come fa Franco e i suoi amici.
Luigi Fantini
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