Atti persecutori nei confronti di una vicina di casa: misura cautelare per un uomo

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CAMPOBASSO – Nella mattinata di venerdì 21 febbraio 2025, i Carabinieri del Comando Compagnia di Bojano hanno dato esecuzione a una misura cautelare nei confronti di un cittadino straniero residente a Limosano, ritenuto responsabile di atti persecutori nei confronti di una vicina di casa.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura della Repubblica, comunicando che “impone all’indagato il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da essa frequentati, con l’obbligo di mantenere una distanza minima di 500 metri e l’applicazione del braccialetto elettronico.

Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dai Carabinieri della Stazione di Sant’Angelo Limosano, hanno permesso di ricostruire dettagliatamente le condotte vessatorie e violente perpetrate dall’uomo a partire da maggio 2024. Secondo gli inquirenti, i comportamenti persecutori sarebbero iniziati con avances sentimentali mai corrisposte, per poi trasformarsi in minacce verbali, aggressioni fisiche e molestie attraverso mezzi telematici. Le condotte, intensificatesi negli ultimi mesi, hanno generato un forte stato di ansia e paura nella vittima.

Nel corso delle indagini è emerso, inoltre, che l’uomo avrebbe molestato anche altri residenti della zona, i quali hanno presentato denuncia. Alla luce della gravità dei fatti, il Giudice ha disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento. Tuttavia, a seguito del rifiuto dell’indagato di accettare l’applicazione del braccialetto elettronico, la Procura ha richiesto e ottenuto la misura alternativa del divieto di dimora nella provincia di Campobasso”.

L’attività investigativa si inserisce nell’ambito delle iniziative promosse dalla Procura della Repubblica per accelerare le procedure di acquisizione delle prove e prevenire l’aggravarsi della situazione per le vittime. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, durante le quali l’indagato potrà esercitare tutti i rimedi difensivi previsti dall’ordinamento giuridico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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