
CAMPOBASSO – Nel pomeriggio dell’11 marzo, la Squadra Mobile della Polizia di Stato ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare, del divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico di controllo, emessa dal Tribunale di Campobasso – ufficio del Gip.
“La misura – si legge in una nota diffusa dalla Procura della Repubblica di Campobasso – è stata applicata a carico di un cinquantenne residente in un Comune dell’hinterland del capoluogo, resosi responsabile dei delitti di atti persecutori commessi contro la figlia. In particolare l’indagato, nel corso degli anni, ha sottoposto la figlia a continue telefonate, messaggi, pedinamenti, insulti e scenate sulla pubblica via, la vicenda. La vicenda ha assunto toni sempre più drammatici anche a causa dell’abuso di sostanze alcoliche da parte dell’uomo.
A seguito di accurate indagini di Polizia Giudiziaria svolte da personale della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile della Questura di Campobasso, su richiesta del pm titolare delle indagini, il gip emetteva l’ordinanza per l’applicazione della misura cautelare prevista dall’art. 282 ter c.p.p., con l’adozione di un braccialetto elettronico per monitorare il divieto di avvicinamento alla vittima.
La vicenda in questione rappresenta una tipologia delittuosa sempre più frequente ed il cui puntuale contrasto, obiettivo di questa Procura, è doveroso e necessario anche al fine di prevenire che tali condotte sfocino in tipologie delittuose più gravi, tant’è vero che nel corso di quest’anno sono già stati trattati più di 25 Codici Rossi dalla Sezione specializzata della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Campobasso”.
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. L’indagato potrà esperire nell’ottica difensiva, tutti i rimedi processuali previsti dal codice di rito.
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