
ISERNIA – Nel weekend del 22 e 23 marzo 2025, torna in Molise la 33ª edizione delle Giornate FAI di Primavera, un’iniziativa nazionale di grande rilievo culturale e paesaggistico.
Organizzato dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS, l’evento vedrà l’apertura di luoghi speciali anche nel cuore del territorio molisano, grazie all’impegno di volontari e studenti locali. Un’occasione unica per scoprire e riscoprire tesori nascosti, normalmente inaccessibili o poco valorizzati, che raccontano la storia e l’identità del territorio.
Quest’anno, in occasione del cinquantenario della Fondazione FAI, gli appuntamenti regionali assumono un significato ancora più speciale, sottolineando il ruolo chiave del Molise nella celebrazione del patrimonio storico, artistico e naturale italiano. Giovani studenti, formati come Apprendisti Ciceroni, guideranno i visitatori attraverso le meraviglie molisane, offrendo approfondimenti e racconti legati a questi luoghi straordinari.
Le Giornate FAI di Primavera rappresentano un’opportunità di crescita culturale e collettiva, rafforzando il legame tra cittadini, territorio e patrimonio comune.
Un fine settimana dedicato alla valorizzazione delle eccellenze locali, a beneficio delle comunità e delle generazioni future.
Questi i luoghi aperti a Isernia
Palazzo de Lellis – Petrecca
Il Palazzo, situato nel cuore di Isernia, è stato edificato su una domus romana. Re Ferdinando II di Borbone nella seconda metà del Settecento ne affidò la progettazione all’architetto Luigi Vanvitelli, che ne delegò al figlio Carlo l’esecuzione. Il Re destinò la dimora a una sua figlia morganatica, che aveva sposato un de Lellis. In questo edificio, che si sviluppa su tre piani e rientra negli schemi dell’architettura neoclassica, la famiglia de Lellis ha abitato fino al 1860, quando, in seguito alla rivolta cittadina, fu costretta a fuggire a Roma. Il palazzo fu dato in dote a una figlia del de Lellis che sposò Antonio Petrecca. Durante le Giornate FAI si visiterà questo bellissimo edificio, ancora oggi di proprietà della famiglia Petrecca, che negli anni ha provveduto al suo recupero e a un arricchimento degli interni e degli arredi. Dal cortile si salirà al piano superiore attraverso lo scalone che prende luce da un lucernario a vetri sfaccettati e policroni, che sovrasta il soffitto a volta. Nei saloni dell’appartamento i tendaggi, i drappi e le sete di San Leucio, il mobilio e la cura dei dettagli richiamano la tradizione della scuola napoletana alla quale si ispirano gran parte dei dipinti e delle icone presenti. Al piano terra è presente una galleria d’arte creata nel 2015 per volontà dell’avvocato e gallerista Gennaro Petrecca. Inoltre, un passaggio privato consente l’accesso diretto a un grazioso giardino pensile.
La città sotterranea di Isernia: area sacra e il criptoportico
Il percorso dell’“Isernia sotterranea” proposto in occasione delle Giornate FAI sarà occasione per ripercorrere la storia dell’antica Aesernia, fondata nel 263 a.C., adagiata su un costone di pietra calcarea e argilla dagli aspetti orografici molto frastagliati e caratterizzato da frequenti salti di quota. L’impostazione urbanistica odierna della parte vecchia della città – che si presentava come una fortezza dotata di possenti mura megalitiche – è ancora molto condizionata dalla forma topografica approntata dai romani. All’interno del tessuto urbano vennero realizzati una serie di terrazzamenti, per evitare massicci sbancamenti, ma anche strutture sotterranee, come criptoportici. La città si sviluppò su un asse viario principale dal quale si dipartivano perpendicolarmente assi secondari formando incroci ad angolo retto. In uno di questi incroci ci sono i resti di una vasta area sacra, di cui per il momento sono stati rinvenuti due templi. Il tempio “A”, risalente alla prima metà del III secolo a. C., che è un unicum caratterizzato da particolarità architettoniche e stilistiche, e il tempio “B” del I secolo a.C.
Inoltre, il centro storico custodisce nel sottosuolo i resti di un criptoportico, composto da due corridoi paralleli con copertura a volta, comunicanti tra di loro da aperture archivoltate.
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