Regione, Piano sociale: i consiglieri regionali del Pd “Cancellati senza motivazioni alcuni ambiti”

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CAMPOBASSO – Piano sociale, i consiglieri regionali del Pd sostengono che la Regione Molise ha cancellato con un colpo di spugna gli Ambiti Sociali di Agnone, Larino, Venafro e Riccia senza fornire alcuna motivazione plausibile.

La Consigliera Salvatore, componente della IV Commissione, dopo avere evidenziato alcuni dei profili di possibile illegittimità della proposta di Piano, ha  chiesto al Presidente, Nicola Cavaliere, “di avviare un’ampia fase di audizioni coinvolgendo i Sindaci dei Comuni capofila, Anci ed Ali, l’Asrem, i Centri per l’Impiego e il partenariato della Commissione tripartita regionale, nonché il Terzo Settore e le cooperative. È fondamentale acquisire tutti i chiarimenti ed i pareri utili per una valutazione completa e serena di un Piano che, ad oggi, ignora totalmente la contrarietà espressa da tutti gli Ambiti (escluso Termoli) e dalla stragrande maggioranza dei sindaci molisani, con circa 70 delibere di giunta di parere contrario. Questa verità non può essere nascosta e va acquisita agli atti del Consiglio.”

Passando al merito del Piano, si evidenzia nella nota dei consiglieri del Pd  una criticità fondamentale: “non sono spiegate – aggiungono Alessandra Salvatore, Micaela Fanelli e Vittorino Facciolla – le motivazioni di una riduzione così drastica degli Ambiti Sociali da sette a tre, accentrando di fatto tutto sulle città di Campobasso, Isernia e Termoli, né quali saranno i costi per il nuovo assetto (coordinatori equiparati a Dirigenti, introduzione del coordinatore strategico, la creazione dei punti territoriali). Previsto anche un aumento della quota di compartecipazione dei Comuni (che grava sui cittadini), senza che questo porti benefici nel merito della programmazione dei Servizi e della efficacia e qualità delle prestazioni sociali: su FNA, ad esempio, si continua a fare riferimento ai “limiti delle risorse disponibili”, mentre per l’assistenza domiciliare lo standard continua ad essere quello di 3 ore settimanali (nulla!) rispetto a territori dove anzianità  e condizioni di non autosufficienza impediscono una reale efficacia delle azioni di supporto e di inclusione. La Passarelli parla di maggiore efficienza, di cui non c’è traccia nel testo approvato in Giunta e che viene smentita proprio dallo scarno contenuto del Piano proposto, i cui dati provano l’esatto contrario”.

“Il sistema attuale che può ulteriormente migliorare se si forniscono alla ASReM strumenti e personale ad hoc per realizzare l’integrazione socio-sanitaria ha funzionato – precisano i consiglieri regionali del Pd- e prodotto importanti risultati: il sistema sociale molisano, con le sue peculiarità e i suoi legami, formali e informali, è un sistema rodato, dove la conoscenza dei problemi da parte di chi coordina è capillare e diretta, proprio grazie alla vicinanza dei centri politico/amministrativi di ascolto e di decisione. Stravolgere questo modello senza una reale e convincente dimostrazione di miglioramento è un salto nel buio, un azzardo che rischia di compromettere la qualità dei servizi e l’assistenza ai più fragili, soprattutto nella fase di transizione, la cui tempistica è stata immaginata senza che siano previste e disciplinate in maniera compiuta la azioni di accompagnamento”.

La capogruppo Fanelli sottolinea, inoltre,” l’assenza di programmazione territoriale dei fondi, nonostante i 45 milioni di euro previsti per tre anni. Non sono chiari i criteri di riparto tra i tre ambiti, né esiste un cronoprogramma finanziario dettagliato per area. In sintesi, questo Piano descrive cosa non serve e non spiega cosa serve realmente al Molise”.

I consiglieri del PD, Salvatore, Fanelli e Facciolla, nella nota stampa concludono ribadendo “la necessità di un’approfondita discussione e di un’attenta valutazione in Consiglio Regionale, a tutela dei diritti dei cittadini e della corretta gestione dei servizi sociali, rispetto a cui i Sindaci, che hanno il più stretto contatto con le persone ed i loro bisogni, sono relegati al ruolo di meri esecutori di decisioni prese dai tecnici e dalla Regione, in violazione del TUEL e delle norme quadro nazionali in materia Sociale. È evidente – affermano i consiglieri PD – che ci troviamo di fronte a un tentativo, neppure malcelato, di auto- assegnazione di posizioni di potere e di ingenti risorse pubbliche, a discapito dell’autonomia dei Sindaci. Chiediamo con forza l’immediato ritiro del Piano Sociale. Non permetteremo che il futuro del welfare molisano sia compromesso da simili manovre opache e dannose per l’intera comunità”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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