
CAMPOBASSO – La creatività è la madre di ogni successo perché dell’essere umano ne rappresenta l’estro e la capacità di generare vita nuova e cose nuove. Altresì, è fonte di ogni gratificazione, che moltiplica la passione. Passione e creatività vanno, poi, a braccetto, che, in un dinamismo circolare, si autoalimentano, l’una stimolando l’altra nell’ingegno creativo, secondo il noto detto “una mano lava l’altra e, insieme, lavano il viso”.
In altri termini, credo che, creatività e passione generano successo ogniqualvolta si conduce un sogno a compimento, nel segno che si desiderava realizzare. Ciò vale in ogni ambito, dalla vita personale a quella relazionale affettiva, a quella relazionale sociale, agli hobbies e al mondo del lavoro.
Tanto è premessa a ciò che spesso – si dice – “crearsi” attivamente un lavoro anziché occupare passivamente lo spazio di un lavoro già esistente benché, anche in quest’ultimo caso – per come è possibile – resta la bellezza di gestire e operare in maniera creativa.
Ciò, caratterizza la conosciuta e classica distinzione tra lavoro “privato” e lavoro “pubblico”; il primo, più flessibile, e certamente più rischioso per taluni aspetti (tra tutti profitto, contribuzioni e tasse); il secondo, “più sicuro” in relazione alle variabili appena citate ma, meno bello, rispetto alla possibilità di cucirlo a adattarlo alla dimensione del desiderio personale.
Alla resa dei conti, quindi, se si sostenesse meglio e di più il privato sia nel germoglio che nella concretizzazione delle idee, talenti e territori si sposerebbero bene, con conseguente riduzione nella migrazione del capitale umano e con maggiore sviluppo e promozione del territorio di appartenenza.
Un esempio di quanto prospettato lo incarna, tra i tanti, quello della Palladino Editore di Campobasso (con attuale sede a Ripalimosani), che viene fondata nel capoluogo molisano nel 1980. Un’attività d’impresa nata dall’esperienza di un’antica azienda d’arte tipografica, che opera nell’editoria tradizionale e multimediale, proponendo libri, home video, dvd e quant’altro. La produzione è quasi interamente articolata in collane, con volumi di storia, turismo, etnologia, saggistica, reprint e archeologia, nonché di pregevoli cataloghi riguardanti l’arte figurativa e di raffinati i libri di immagini fotografiche.
Un plauso va al suo attuale titolare, il Sig. Luigi Palladino, detto e meglio conosciuto con il diminutivo di “Gino” che, unitamente alla sua consorte, la dottoressa Giovanna Colitti, rappresentano la scommessa e l’esempio di quanto sopra evocato e invocato e che, con vero estro, determinazione, infaticabile lavoro e, soprattutto, con genuina bontà, “creatività” e “passione”, da oltre quarant’anni rappresentano un’icona dell’editoria molisana, in un settore rinnovato e di non facile gestione al tempo delle moderne tecnologie.
Se tutto, però, è imbastito di volontà poderosa e di “Amore” per il proprio lavoro ciascuna sfida si fa possibile mentre ogni rischio diventa superabile. Amore – s’intende – per il lavoro a servizio dei servizi resi e non già nella corsa al danaro: se così fosse – come pure troppo spesso accade – il lavoro sarebbe schiavitù.
Luigi Fantini
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