Venafro, Premio Francesco Giampietri: successo per la tre giorni che ha celebrato cultura, arte e poesia nel quadro accogliente della Palazzina Liberty

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VENAFRO – Cerimonie di premiazione, presentazioni di libri e mostre d’arte hanno trasformato Venafro in un centro pulsante di cultura, promuovendo il talento giovanile e omaggiando l’estro del filosofo Francesco Giampietri.

È terminata nella domenica mattina di un maggio straordinariamente primaverile la quarta edizione del ‘Premio Letterario Internazionale Francesco Giampietri’. Durante le tre giornate in cui si sono distribuiti i tanti eventi culturali, le acque del laghetto non hanno riflesso soltanto l’architettura della bella Palazzina Liberty ma anche la multiforme essenza umana che ha contaminato – termine caro al filosofo Giampietri – con la sua arte poliedrica chi ha scelto di assecondare la proposta culturale offerta dall’Associazione ‘La casa del Menestrello APS’ e dal suo presidente Domenico Faniello, in collaborazione con l’Associazione ‘Un passo avanti APS’ e del suo presidente Giampiero Giorgi, con l’Associazione ‘Venus Verticordia-Cultura è bellezza’ e la ‘Cooperativa Il Geco’ in una carrellata di eventi patrocinati dal Comune di Venafro.

Come in un percorso sensoriale gli ambienti della Palazzina Liberty si son prestati ad accogliere una interessantissima Collettiva d’Arte che ha abbracciato le opere di pittura di Daniele Pozzi, la mostra fotografica di Giovanni Moretti, la collezione marina dei ‘Libri Oggetto’ di Maria Antonella D’Agostino e il talento creativo espresso dagli ‘Oggetti artistici’ di Angela Uricchio. La presentazione del libro ‘Il bambino dagli occhi d’inchiostro’ della scrittrice Antonella Salvatore ha offerto poi la conoscenza di storie vere di cui sono protagonisti ragazzi della Repubblica Centrafricana costretti a fare i conti con situazioni difficili che li pongono in continuo pericolo di vita e che una suora, Elvira Tutolo, riesce a salvare col suo impegno quotidiano votato a restituire la dignità ai tanti bambini sopraffatti dalla crudeltà degli adulti.

Nella giornata di sabato ha avuto luogo, alla presenza del primo cittadino Alfredo Ricci, del consigliere comunale Dario Ottaviano e dell’assessore Angelamaria Tommasone la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Premio Internazionale che ha visto anche la partecipazione di autori stranieri che hanno presentato poesie in inglese, francese, spagnolo e cinese. La cerimonia è stata impreziosita dagli interventi musicali de ‘Il Tratturo’, la leggendaria etno band molisana fondata da Mauro Gioielli che ha accolto l’invito degli organizzatori emozionando ed entusiasmando il pubblico in sala.

Questa domenica mattina, infine, a conclusione di una poderosa attività concretizzata alacremente da una ingegnosa squadra di persone si è svolta la cerimonia di premiazione della seconda edizione del ‘Premio Letterario Internazionale Francesco Giampietri Juniores’ – destinato agli studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado – che ha consegnato a tutti gli astanti una portentosa dose di speranza, poiché se è vero che il mondo sarà salvato dai ragazzini, come scriveva Elsa Morante, allora possiamo pensare davvero di essere in buone mani.

Il Premio Giampietri, in definitiva, non si limita ad omaggiare l’estro di un filosofo caro  ai suoi concittadini e oltre, o di allargare a più persone possibili la bellezza che pure possiede la piccola città incentivando così la promozione del turismo, come spesso si dice. Il premio e in particolare quello della categoria ‘Juniores’, ha avuto anche un altro importante merito, quello di trasfondere nei ragazzi la passione per la poesia che non è affatto un risultato banale o scontato. Uno dei giovani premiati ha raccontato infatti di aver scoperto la sua passione probabilmente innata per la scrittura, proprio attraverso la partecipazione a questo concorso. Una verità preziosa che riscatta e restituisce respiro all’auspicio che Francesco Giampietri immaginava quando in ‘Lettere e disarmonia’ scriveva che “tradito dai pensieri, che si sono affollati disordinatamente nella mia mente, ho lasciato l’astuccio sul sedile del treno. Ma non mi dà noia immaginare le mie matite colorate nello zaino di un ragazzo”. Come un passaggio simbolico di testimone che sancisce una continuità, rendendo viva l’idea che qualcun altro, un giovane, possa raccogliere ciò che Francesco ha lasciato.

Federica Passarelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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