
CAMPOBASSO – All’inizio della seduta del Consiglio regionale di questa mattina la dottoressa Maria Spadafora ha giurato quale Garante regionale dei diritti della persona.
La durata dell’incarico è di un anno dal giuramento solenne nell’Assemblea regionale.
Spetta al Garante:
- garantire in ambito regionale i diritti delle persone fisiche e giuridiche verso le pubbliche amministrazioni e nei confronti di gestori di servizi pubblici, attraverso un’azione non giurisdizionale di promozione, di protezione e di mediazione;
- tutelare i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza attraverso azioni di sensibilizzazione, protezione, orientamento e sostegno;
- promuovere, proteggere e facilitare il perseguimento dei diritti delle persone private della libertà personale.
Il Garante è organo monocratico e svolge le funzioni attribuitegli in piena autonomia e indipendenza di giudizio e valutazione. Non è soggetto ad alcuna forma di dipendenza gerarchica o funzionale.
Il Consiglio regionale ha poi proceduto ad approvare con voto espresso a maggioranza la proposta di legge n. 48 di iniziativa del Presidente della Regione Francesco Roberti e il Presidente del Consiglio regionale “Modifiche al Regolamento regionale 26 gennaio 2004, n. 1 (Regolamento applicativo della legge regionale n. 30/2002, ai sensi dell’art. 13, comma 1, lett. a)”.
L’iniziativa legislativa – ha spiegato il relatore, Consigliere Fabio Cofelice – adempie ad una specifica richiesta della Struttura Commissariale per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario ed è diretta a rimuovere parti del Regolamento regionale n1 del 2004, in quanto ostacolo alla piena attuazione del Piano di rientro.
Sono seguiti gli interventi dei Consiglieri Romano, Greco, Primiani, Fanelli, Salvatore e Gravina.
In particolare, il testo approvato prevede la soppressine della parte del Regolamento 1/2004 (che definisce i costi delle cure per la salute mentale, stabilendo le tariffe che i centri diurni della Rete della Salute Mentale possono applicare per le prestazioni erogate ai pazienti) relativa alla fissazione della dotazione di posti letto per ogni Comunità di riabilitazione psicosociale, per l’interferenza della disposizione con la programmazione sanitaria. Ancora, viene prevista la sostituzione dell’articolo 19, in quanto i criteri di determinazione delle tariffe in esso nominati devono essere ricondotti alla disciplina del decreto legislativo 502/1992 ed essere compatibili con i vincoli economico-finanziari del Piano di rientro.
Il Consiglio, quindi, ha approvato a maggioranza (con una astensione) un ordine del giorno collegato alla legge, presentato dal Consigliere Cofelice, da questi illustrato all’aula. Con l’atto di indirizzo approvato, l’Assemblea, premesso che il fabbisogno assistenziale regionale relativo al comparto psichiatrico afferente alla CRP di cui alla LR 30/2022 è risultato sottostimato rispetto all’effettiva domanda, e considerato che tale circostanza è confermata anche dal dato della mobilità passiva rappresentata dalla Struttura Commissariale, nella persona del dott. Di Giacomo, nel corso dell’audizione tenuta in IV Commissione, impegna il Presidente della Regione ad interloquire con la Struttura Commissariale affinché quest’ultima riconsideri, implementandolo, il fabbisogno assistenziale del comparto psichiatrico, rinviando, all’esito, la valutazione circa la modifica del numero dei posti letto per ciascuna struttura, nonché a predisporre ed approvare la nuova disciplina tariffaria differenziata in base all’effettivo setting assistenziale assicurato dai CRP a ciascun paziente.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













