
ISERNIA – Il Molise, pur privo di mafie autoctone, è sempre più esposto alle infiltrazioni criminali da parte di organizzazioni provenienti da Campania, Puglia e Lazio. Lo evidenzia la Direzione Investigativa Antimafia nella sua relazione semestrale al Parlamento, sottolineando come la posizione geografica della regione la renda vulnerabile a traffici illeciti e riciclaggio di denaro.
“Le aree più a rischio – si legge nella relazione – sono la fascia adriatica, il basso Molise e la zona del Sannio/Matese, dove si registrano presenze di referenti di gruppi mafiosi extraregionali. In particolare, la criminalità foggiana e sanseverese considera il Molise un’estensione dei propri territori, sfruttando settori come logistica, edilizia, gestione dei rifiuti e locali notturni.
Nel territorio, della provincia di Campobasso, inoltre, i sodalizi extraregionali sembrano aver maggiore interesse su settori come usura, il racket delle estorsioni, gli appalti pubblici e il traffico di droga.
Anche la provincia di Isernia, soprattutto l’area di Venafro – si legge ancora nella relazione – è interessata da traffici di stupefacenti provenienti da Campania e Lazio. Per contrastare queste infiltrazioni, nel febbraio 2025 è stato siglato un protocollo d’intesa tra Prefetture e Procure molisane, volto a rafforzare la collaborazione nella lotta alla criminalità organizzata”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













