“Partecipa Molise”, ieri a Termoli il dibattito politico su aree interne e diritti

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CAMPOBASSO – Il tema disuguaglianze e astensionismo è stato al centro del primo dei tre incontri territoriali di Partecipa Molise, associazione politico culturale nata nell’area progressista e del Pd, tenutosi ieri pomeriggio a Termoli.

Numerosi gli spunti di riflessione rispetto all’intervento di Alessandro Riggio, caporedattore di Telescope – Centro Italiano Studi Elettori – Luiss Guido Carli University che, nella sua relazione introduttiva, ha portato all’attenzione un tema di fortissima attualità che coincide con le aspettative sul voto per i prossimi quesiti referendari.

“Il Molise soffre diseguaglianze come altre regioni del sud”  ha affermato Riggio. Quest’ultimo  nella sua relazione ha introdotto una serie di mappe che  hanno raccontato “i limiti del nostro territorio e delle aree interne, mostrando un’affluenza sempre più bassa (alle regionali 2023 ha votato il 48%) creata da disillusione e disincanto collettivo, che non favorisce complessivamente il centrosinistra.”

“E’ una regione che in alcuni settori soffre particolarmente – ha proseguito Riggio – prendiamo lo spopolamento: è la regione che ha perso più abitanti dal 2011 ad oggi, allo spopolamento si accompagna un invecchiamento della popolazione che è costante. Oggi 70 comuni su 136 hanno una popolazione che supera il 30% di over 65 che rappresenta la soglia critica in demografia per la sopravvivenza e l’estinzione di una comunità”.

In particolare, guardando alle ultime elezioni regionali, Riggio ha sottolineato che, con un’affluenza al voto così ridotta (ricordando i 70.000 voti necessari per vincere la presidenza regionale), la competitività politica in Molise ne risente.

“Occorre riprendere le aree interne che sono state accantonate dalle leadership del centrosinistra in Italia e in Europa negli ultimi quindici anni – ha suggerito Riggio – è un vulnus, una mancanza molto grave. I partiti di centrosinistra sono schiacciati sulle grandi città, sulle aree urbane, sulle aree metropolitane. Ed un conto che si paga quando arrivano le elezioni”.

Per il professore Roberto D’Alimonte, politologo ed esperto di sistemi elettorali, che ha portato i saluti alla platea: “La fotografia che abbiamo osservato questa sera è preoccupante e rappresenta una sfida difficile per la politica locale. Ma noi sappiamo che tutto l’arco appenninico soffre ed è quindi una sfida nazionale. Ma una soluzione allo spopolamento e allo sradicamento deve arrivare non solo dalla politica, ma anche dall’economia, dall’imprenditoria sociale, dai giovani che si danno da fare e inventano”.

Tra i fattori dell’astensionismo crescente D’Alimonte mette al centro il sistema di voto, la necessità del Senato delle Regioni ed una Camera composta da 600 deputati. “I politici vengono visti come distanti e se non c’è questo sforzo di reinventarsi i partiti e riavvicinare i cittadini alla politica si andrà verso un futuro non definito, dove l’affluenza si stabilizzerà verso il basso, con punte su argomenti percepiti dai cittadini italiani”.

Le mappe politiche illustrate dal ricercatore catanese mostrano il Partito Democratico nelle ultime elezioni regionali che regge il confronto a Campobasso e dintorni, ma soffre nei Comuni periferici vicino Isernia e Termoli.

Sull’argomento Micaela Fanelli, capogruppo PD alla Regione Molise e moderatrice del dibattito ha detto: “Il Partito Democratico in Molise deve cambiare approccio per le prossime elezioni, evitando di concentrarsi solo sugli elettori già ‘convertiti’. È fondamentale ridurre il divario di partecipazione, che vede meno presenti al voto le fasce di popolazione con redditi e istruzione inferiori. L’alta astensione in Molise è un chiaro sintomo di queste disuguaglianze. L’obiettivo è mobilitare gli elettori distanti proponendo soluzioni concrete e campagne mirate. A livello nazionale, il PD ha già iniziato a considerare le aree interne, e in Molise si deve seguire questa strada”.

Per Micaela Fanelli inoltre: “Bisogna trovare un equilibrio tra la difesa di questioni importanti e la capacità di renderle comprensibili a tutti. Ad esempio come sostenere la creazione del Parco del Matese senza essere fraintesi su un problema critico come i cinghiali? E come combattere la privatizzazione di beni essenziali come acqua, sanità e servizi sociali, portando consapevolezza a chi è meno informato? Argomenti come il medico sulle ambulanze del 118, classi scolastiche meno numerose e la sistemazione delle strade sono più facili da capire e toccano direttamente la vita quotidiana. I progressisti molisani devono individuare questi temi “rimotivanti”, ma senza cadere nel populismo. Il contributo di oggi – ha proseguito la Fanelli – può servire a definire un nuovo profilo per il Partito Democratico”.

Numerosi gli interventi nel dibattito di cittadini e iscritti, alla presenza dei due segretari di federazione di Campobasso e Isernia, Salvatore Tronca e Marco Amendola. Tra gli altri l’intervento del coordinatore Giovani Democratici Alfredo Marini, della ex consigliera regionale M5S Patrizia Manzo, del segretario regionale Cgil Paolo De Socio, del presidente della Provincia di Campobasso e sindaco di Larino Pino Puchetti che ha rilanciato i temi delle viabilità provinciale a rischio e dei nuovi insediamenti fotovoltaici, oggetto del prossimo incontro di Partecipa Molise nella città frentana il prossimo 27 giugno.

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