
ISERNIA – Una complessa indagine condotta dalla Polizia di Stato di Isernia ha portato all’arresto domiciliare di quattro cittadini di nazionalità cinese, ritenuti al centro di un’organizzazione criminale attiva tra Lazio, Campania e Molise e accusata di aver costretto numerose connazionali alla prostituzione.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia e condotta dalla Squadra Mobile locale con il supporto degli omologhi di Napoli e Latina, ha rivelato un sistema ben organizzato, basato sul controllo totale delle vittime, spesso tenute segregate in appartamenti trasformati in case di appuntamenti e rese invisibili alla società per via del loro status di clandestinità.
Secondo quanto emerso dalle intercettazioni e dai servizi di videosorveglianza, l’organizzazione operava da anni attraverso un flusso costante di spostamenti tra abitazioni situate nelle province di Napoli, Salerno, Latina, Roma e Isernia, pubblicizzando i “servizi” delle donne su siti internet specializzati. A capo del gruppo, un uomo che gestiva l’attività con il supporto della moglie, della sorella e di un’altra donna, tutte coinvolte nella logistica degli appuntamenti e nella gestione economica del sistema, che avrebbe fruttato circa 6000 euro al mese e attratto oltre un centinaio di clienti ogni trenta giorni.
Le vittime, tutte donne cinesi, erano sottoposte a un regime di reclusione e costrizione, prive di documenti autentici e ridotte a strumenti di guadagno per i membri dell’organizzazione, i quali provvedevano a rifornirle periodicamente di beni essenziali e a incassare i proventi dell’attività illecita.
Al momento, il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari. Si ricorda che, secondo la legge, gli indagati devono essere considerati non colpevoli fino a sentenza definitiva.
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