
VENAFRO – Conclusa la festa patronale in onore di San Nicandro, San Marciano e Santa Daria. L’asta pubblica raccoglie 9.050 euro.
Tre giornate che, sul calendario venafrano, occupano un posto d’onore. Settantadue ore di devozione e appartenenza che ogni anno rinsaldano l’identità di un’intera comunità, tra riti antichi e note dell’inno imparato sin da bambini.
A rendere possibile tutto questo, l’impegno di cittadini comuni che, con spirito di servizio, hanno dedicato tempo e risorse all’organizzazione dell’evento, segno tangibile di un senso civico che resiste e si rinnova.
Con la processione che ha attraversato vicoli e decumani, cala il sipario sulla festa. Un tempo si sfilava in doppia fila, con il cero in mano come gesto di devozione popolare; oggi, l’ordine composto ha lasciato spazio a una partecipazione più libera, con i fedeli disposti in modo sparso dietro le statue.
A precedere il corteo, come da tradizione, l’asta pubblica dell’ “ammessa”, svoltasi sul piazzale della Basilica. Il rito ha fruttato 9.050 euro, così ripartiti: – 200 euro per lo stendardo (Nicandro Cimorelli) – 50 euro per la Croce (Nicandrina Cascardi) – 100 euro per l’incensiere di destra (Tommaso D’Angelo) – Comitato festa per quello di sinistra – 1.600 euro per la Testa di San Nicandro (Nicandro Biasiello) – 1.600 euro per l’Urna Reliquiaria di Santa Daria (Antonino Siravo) – 5.500 euro per il Busto Argenteo del Patrono (Rocco Di Vito).
Al termine della celebrazione, con la complicità della notte, le reliquie sono state riposte nella teca dell’Annunziata, dove resteranno custodite fino alla prossima festa patronale. Un gesto che suggella l’antico augurio: che si possa rivivere ancora una volta la magia della tradizione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA













