
Risparmiare è una virtù che unisce gli italiani da Nord a Sud del paese, un’attitudine che consente di poter far fronte ad eventuali imprevisti e offrire un futuro di maggior serenità per sé stessi e i propri affetti più cari. I molisani, al pari degli altri cittadini italiani, coltivano questo pregio da svariati decenni, seppur con maggiori difficoltà negli ultimi vent’anni.
D’altro canto, è inutile negare come il potere d’acquisto del ceto medio e basso sia sensibilmente diminuito nel corso degli ultimi quattro lustri, rendendo “l’arte” del risparmio più complessa dal traslare all’atto pratico. Eppure, nonostante ciò, gli italiani non rinunciano a risparmiare, mirando alla rivalutazione dei i propri risparmi per migliorare il proprio potere d’acquisto e proteggersi dall’inflazione, che dopo anni di “torpore” è tornata prepotentemente alla ribalta nell’ultimo triennio.
L’importanza della consapevolezza, soprattutto se si approccia ai mercati più esposti alla volatilità
Il risparmio, infatti, si traduce nell’allocazione in strumenti finanziari di vario genere, che spaziano dal mercato azionario a quello obbligazionario, passando dagli strumenti più evoluti del trading online e quelli a rischio più contenuto come, ad esempio, i conti deposito. E’ fondamentale, di conseguenza, effettuare investimenti in modo consapevole, tenendo ben presente una regola aurea del mondo finanziario: la ricerca di un rendimento più elevato (in particolar modo se rapportato ai tassi ufficiali della Banca Centrale Europea) richiede l’accettazione da parte dell’investitore di un rischio maggiore.
Il mercato azionario, se confrontato con quello obbligazionario, offre rendimenti maggiori nel lungo periodo, ma è esposto a una maggiore volatilità e implica un’accurata scelta dei titoli. Acquistando azioni, infatti, si diventa “soci” di quella determinata azienda e si deve accettare il cosiddetto “rischio d’impresa”, che comporta la possibilità che il titolo perda significativamente valore o, nell’ipotesi peggiore, di poter restare col cerino in mano in caso di default dell’azienda.
Gli italiani, complici alcune vicende del passato legate anche a società ritenute solide o, addirittura, partecipate direttamente dallo stato, sono consapevoli di questo rischio. E molti di essi, al fine di diversificare adeguatamente il rischio emittente, hanno preferito affidarsi alla SGR (società di gestione del risparmio) per effettuare investimenti nel mercato azionario.
La domanda, ora, è la seguente: è il caso, nel secondo semestre del 2025, d’investire nel mercato azionario? Premesso che è fondamentale che il risparmiatore abbia ben chiaro quali siano il profilo di rischio e gli obiettivi di rendimento da realizzare in un determinato orizzonte temporale, fornire una risposta in questa fase storica è alquanto complesso, soprattutto per il grande clima d’incertezza che aleggia a livello globale.
Ingresso progressivo nel mercato azionario o soluzione remunerative di breve termine a capitale protetto
D’altro canto, le tensioni geopolitiche restano particolarmente spiccate e potrebbero causare anche un aumento del costo di petrolio, gas o di altre materie prime, che sono state, in buona sostanza, la causa scatenante dell’impennata inflattiva del 2022. Ed è proprio l’inflazione un elemento di grande incertezza a livello globale, soprattutto al di là dell’Atlantico: i dazi di Trump mettono in grande difficoltà Jerome Powell, presidente della FED, che – a differenza della collega Lagarde della BCE – è piuttosto cauto nel tagliare i tassi.
Il mercato azionario, tuttavia, può essere approcciato anche in maniera graduale e progressiva tramite la formula dei PAC (piani d’accumulo), che consentono un ingresso costante (mensile, bimestrale, trimestrale o semestrale) anche con rate di modesto importo (€.50,00 o €.100,00) e offrono la possibilità di tenere adeguatamente sotto controllo la volatilità oltre ad attutire considerevolmente il principale problema di qualsiasi investitore del mercato azionario: il timing.
Se il mercato azionario è incerto, quello obbligazionario sembra essere tornato nuovamente d’appeal nel corso degli ultimi due anni, grazie a tassi più elevati e – nel corso degli ultimi mesi – ai tagli dei tassi d’interesse effettuati dalla Banca Centrale Europea, che però, secondo alcuni esperti, pare quasi giunta al termine del ciclo di riduzione degli stessi. L’inflazione europea, seppur attualmente sotto controllo, potrebbe riaccendersi in futuro.
E i titoli obbligazionari di medio-lungo termine, quindi, potrebbero essere penalizzati da eventuali aumenti da parte dell’istituto di Francoforte. In un contesto così incerto e articolato si potrebbero sfruttare gli investimenti di breve termine a basso rischio o, come nel caso di questo conto deposito proposto da Crédit Agricole, a capitale garantito. L’interesse corrisposto da questi prodotti è ancora particolarmente appetibile e consente di valutare quello che accadrà nei prossimi mesi prima di decidere se investire in asset più rischiosi.
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