Sisma Molise, il presidente dell’Ordine dei Geologi Domenico Angelone denuncia “la revoca al Molise di fondi sismici”

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CAMPOBASSO – Il presidente dell’Ordine dei geologi del Molise Domenico Angelone sul finanziamento della prevenzione del rischio sismico ha inviato alla stampa un lungo report che in parte sotto pubblichiamo.

“Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 191 del 19 agosto u.s. è stata ufficializzata la revoca del finanziamento destinato alla prevenzione del rischio sismico, fondi messi a disposizione dalla Protezione Civile Nazionale a partire da sedici anni fa e mai utilizzati dalla Regione Molise, per un ammontare di circa 1,9 milioni di euro – commenta il presidente Angelone – Per anni l’Ordine dei Geologi del Molise ha sollecitato sia l’attuale che le precedenti amministrazioni a programmare e utilizzare quelle risorse, ma ogni invito è caduto nel vuoto.

Per capire la portata di questa vicenda bisogna partire da due parole che possono sembrare tecnicismi, ma che invece riguardano direttamente la vita quotidiana delle comunità: MS (Microzonazione Sismica) e CLE (Condizione limite per l’emergenza).

La microzonazione serve a conoscere, con precisione scientifica, come un terremoto si propagherà sul territorio, quali aree sono più vulnerabili e dove gli effetti potranno essere amplificati. È lo strumento che consente di progettare scuole, ospedali, strade e quartieri sapendo in anticipo come reagiranno al sisma. Le condizioni limite per l’emergenza, invece, stabiliscono se un Comune sarà in grado di reggere l’urto di un terremoto: quali edifici resteranno agibili, quali servizi dovranno funzionare subito, come garantire vie di fuga e centri di coordinamento.

Per finanziare questo sistema di conoscenza e prevenzione, lo Stato aveva costruito un meccanismo semplice: i fondi stanziati dalla Protezione Civile attraverso l’articolo 11 del DL 39/2009 venivano distribuiti alle Regioni secondo tre linee precise. La lettera a per gli studi di Microzonazione e CLE, la lettera b per gli interventi strutturali su edifici e opere pubbliche, e la lettera c – in quota residuale – per gli interventi su edifici privati. Una catena logica: prima si studia, poi si mette in sicurezza il patrimonio pubblico, infine, dove possibile, si aiuta anche quello privato.

Ebbene, i fondi che oggi il Molise è costretto a restituire entro il 18 settembre p.v., – continua il presidente regionale dell’Ordine dei geologi – riguardano proprio la lettera b, cioè gli interventi strutturali sul patrimonio pubblico ed in minima parte quelli destinati all’edilizia privata, mentre è in attesa di giudizio la parte più consistente relativa alla lettera a).

Era una macchina pensata per trasformare la prevenzione da slogan a realtà. Ma in Molise, come volevasi dimostrare, quella macchina si è inceppata subito.

Per oltre dieci anni il Molise ha avuto a disposizione risorse decisive per mettere in sicurezza il proprio territorio, attuare studi di microzonazione sismica e avviare interventi strutturali sugli edifici pubblici e privati più esposti. Si è trattato di fondi ingenti, messi a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile attraverso una serie di ordinanze che hanno distribuito alle Regioni risorse stanziate dall’articolo 11 del citato DL 39/2009. Una misura pensata dopo i grandi terremoti italiani per avviare una vera stagione di prevenzione, capace di costruire un quadro conoscitivo aggiornato e interventi concreti sugli edifici più vulnerabili. Nel caso del Molise, tra il 2013 e il 2016, sono arrivati più di 29 milioni di euro, che avrebbero potuto rappresentare una svolta storica nella gestione del rischio sismico.

Ma quella che poteva essere una stagione di rilancio – conclude Angelone –  si è trasformata in un’occasione mancata: i fondi sono rimasti in gran parte inutilizzati, i procedimenti si sono arenati e, dopo anni di inerzia e rinvii, una parte significativa delle somme è stata revocata. Oggi il Molise si ritrova con un territorio più vulnerabile, privo di strumenti aggiornati e con l’amara etichetta dell’“assenza di programma” riportata per anni nei verbali ufficiali della Protezione Civile.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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