
CAMPOBASSO – Un’operazione congiunta dei Carabinieri delle Compagnie di San Severo (FG) e Termoli ha portato all’esecuzione di 20 misure cautelari nei confronti di “soggetti accusati di furto aggravato, ricettazione, riciclaggio e detenzione illecita di arma clandestina.”
L’ordinanza è stata emessa dal G.I.P. del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Secondo quanto riportato nel comunicato dell’Arma, “le successive investigazioni hanno consentito di accertare come tre arrestati di una precedente operazione, prima dal carcere e poi dai domiciliari, abbiano gradualmente riorganizzato le attività delittuose, finalizzate alla alimentazione del mercato illecito di autovetture rubate e della relativa ricambistica”.
L’indagine ha documentato, come rivela la nota dei Carabinieri, ” l’esistenza di due gruppi criminali attivi nel furto di veicoli, che venivano poi trasferiti a San Severo o in zone limitrofe per essere rivenduti o smontati. Il monitoraggio di officine meccaniche e di autodemolizioni contigue agli indagati ha permesso di ricostruire le operazioni di occultamento delle auto rubate e di smontaggio delle parti da destinare alla vendita”.
Nel corso delle indagini, inoltre, i Carabinieri hanno sequestrato 24 veicoli, 8 furgoni, motori e parti meccaniche per un valore complessivo di circa un milione di euro. È stato inoltre sottoposto a sequestro un capannone a San Severo, utilizzato per lo smontaggio dei mezzi.
Tra gli episodi più drammatici emersi, rilevano ancora i Carabinieri, anche quello “di un minorenne foggiano tragicamente scomparso durante un sinistro stradale accaduto mentre era alla guida del veicolo appena rubato e di cui avrebbe perso il controllo mentre si riprendeva durante una ‘diretta’ su un social network”.
Dei 20 indagati, “7 sono stati tradotti in carcere, 4 agli arresti domiciliari e 9 sottoposti all’obbligo di dimora. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e – come sottolineato nel comunicato – e gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino alla eventuale pronuncia di una sentenza di condanna definitiva”.
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