
ISERNIA – Oggi la città di Isernia si è fermata per ricordare una delle ferite più profonde della sua storia: il bombardamento del 10 settembre 1943. Un attacco che, in pochi minuti, strappò centinaia di vite innocenti e lasciò dietro di sé macerie, dolore e silenzio.
A distanza di 82 anni, la memoria di quel giorno non si affievolisce. Al contrario, si rinnova con forza e dignità, come un faro che illumina il presente e guida il futuro. Le istituzioni locali, le scuole, le associazioni e i cittadini si sono riuniti per rendere omaggio ai caduti, con cerimonie, momenti di riflessione e testimonianze che intrecciano storia e coscienza civile.
“La memoria non è solo un dovere verso il passato, ma un impegno per il presente e il futuro” — è il messaggio che ha accompagnato la commemorazione di quest’anno. Un invito a non dimenticare, ma anche a trasformare il ricordo in azione, in educazione, in responsabilità.
In un mondo ancora segnato da conflitti e ingiustizie, il pensiero corre a chi oggi vive l’orrore della guerra. Isernia, con la sua storia, diventa simbolo universale di resistenza e speranza. Difendere la pace significa custodire questo ricordo e trasmetterlo alle nuove generazioni, affinché nessuna violenza trovi più spazio e il dolore del passato diventi luce di speranza.
La commemorazione del 10 settembre non è solo un evento locale, ma un momento di connessione con tutte le comunità che hanno vissuto la tragedia della guerra. È un appello alla solidarietà, alla consapevolezza e alla costruzione di un futuro in cui la pace non sia solo un sogno, ma una realtà condivisa.
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