Cercemaggiore, polemica sulla lotteria di San Vincenzo: in palio un maiale vivo. LNDC Animal Protection insorge

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CERCEMAGGIORE – Ha suscitato polemiche la decisione del Comitato organizzatore della lotteria di beneficenza di San Vincenzo Martire, in programma il prossimo 15 settembre, di offrire come primo premio un maiale vivo.

Una scelta, infatti, che LNDC Animal Protection definisce “anacronistica e inaccettabile”, chiedendone la revoca immediata.

In una lettera inviata il 12 settembre agli enti competenti, tra cui il Comune di Cercemaggiore, l’ASREM veterinaria e la Parrocchia Santa Maria della Croce, la presidente nazionale Piera Rosati ha espresso la ferma opposizione dell’associazione:

“Offrire un maiale come primo premio di una lotteria è un gesto che calpesta i valori di rispetto e responsabilità che una comunità dovrebbe invece promuovere. Non solo rischia di violare norme precise, ma manda un messaggio devastante: quello che un essere vivente possa essere trattato come un trofeo da esibire. È una scelta crudele, ingiustificabile e lontana dalla sensibilità dei cittadini”.

LNDC Animal Protection sottolinea

“Come tale iniziativa sia in contrasto con l’articolo 13 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, che riconosce gli animali come esseri senzienti, e con l’articolo 9 della Costituzione italiana, recentemente modificato per includere la tutela dell’ambiente e della biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni.

Inoltre, la normativa italiana e comunitaria impone vincoli stringenti sulla protezione, il trasporto e la detenzione degli animali da reddito. Il D. Lgs. 146/2001, il Regolamento CE 1/2005 e il D. Lgs. 151/2007 prevedono sanzioni severe per chi viola tali disposizioni.”

LNDC chiede perciò che

“Il premio venga sostituito con un riconoscimento simbolico, che mantenga la finalità benefica dell’evento senza ledere i principi di rispetto della vita e delle leggi vigenti”.

“Gli animali non sono oggetti né beni di consumo da offrire come premi, ma esseri senzienti”, si legge nella lettera ufficiale, disponibile integralmente sul sito dell’associazione.

La vicenda ha acceso il dibattito pubblico, sollevando interrogativi sulla compatibilità tra tradizioni locali e sensibilità contemporanee. Resta ora da vedere se gli organizzatori decideranno di rivedere la propria scelta, accogliendo l’appello dell’associazione e di una parte crescente dell’opinione pubblica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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