
ISERNIA – Il capoluogo Pentro ha rivissuto le sue radici più autentiche con la rievocazione storica dedicata al passaggio di Celestino V, il Papa Santo che con i suoi valori di umiltà, pace e riconciliazione continua a rappresentare un punto di riferimento spirituale e culturale per la comunità.
Il corteo storico, giunto alla sua sesta edizione, ha riportato nelle vie della città atmosfere antiche e suggestive, trasformando il centro in un palcoscenico di memoria e identità collettiva. Un momento che ha riaffermato il profondo legame tra Isernia e la figura di Celestino V, simbolo di semplicità, coraggio e dedizione ai più deboli.
Oltre duecento figuranti in costume medioevale hanno attraversato le strade della parte nuova e antica della città fino a sciogliersi davanti alla Cattedrale, dove si è svolta la cerimonia conclusiva. La tradizione locale lega a questo momento il dono fatto dal pontefice al capitolo cattedrale di due preziose croci, tuttora gelosamente custodite.
Grande la partecipazione di figuranti, volontari e promotori, che con passione e impegno hanno reso possibile la riuscita della manifestazione. L’iniziativa, organizzata dalla Pro Loco in collaborazione con Regione Molise, Provincia e Comune di Isernia e la Diocesi di Isernia-Venafro, ha rappresentato non solo un’occasione di rievocazione storica, ma anche un momento di comunità e condivisione, capace di unire generazioni diverse attorno a valori senza tempo.
La direzione artistica, la sceneggiatura e la regia sono state curate da Emilia Vitullo, con la consulenza storica di monsignor Claudio Palumbo e Fernando Cefalogli e la selezione musicale di Luigi Vitullo. Tra le novità del 2025, la cena medioevale promossa dall’Accademia Italiana della Cucina, che ha proposto piatti ispirati al XIII secolo, ricreando l’atmosfera conviviale del tempo di Celestino e arricchendo ulteriormente il programma della manifestazione.
Gli organizzatori hanno espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, sottolineando come la rievocazione sia ormai diventata un appuntamento identitario per la città e per l’intero territorio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



















