
CAPRACOTTA – “La salute è un diritto non un privilegio”. E’ quanto afferma il sindaco di Capracotta e presidente di Uncem Molise Candido Paglione sul Pos.
“Questo avremmo voluto leggere nel nuovo Programma Operativo Sanitario che la struttura commissariale ha trasmesso al Consiglio Regionale del Molise. La realtà purtroppo è un’altra. Nelle aree interne e montane questo diritto è sempre più difficile da esercitare: ospedali depotenziati e lontani, presidi territoriali tagliati, servizi
ridotti. Persino le sedi delle Guardie Mediche – ultime lampadine rimaste accese – per testimoniare il nostro sacrosanto diritto a restare.
E così cresce lo spopolamento, perché dove non c’è sanità, non c’è futuro. Ma una montagna che si svuota non è solo un problema locale: è una ferita per tutto il Paese. Senza la presenza umana, vengono meno la cura e la custodia dei luoghi, aumentano i rischi di frane e dissesti, si perdono i servizi ecosistemici che la montagna garantisce a tutti.
I boschi assorbono CO₂ e contrastano i cambiamenti climatici, regolano la temperatura e proteggono la biodiversità. Le sorgenti alimentano fiumi e acquedotti: la montagna è la fabbrica dell’acqua, e l’acqua serve a tutti, anche a chi vive in pianura o in città.
Difendere la sanità pubblica significa difendere la vita dei territori e il principio di universalità su cui si fonda il nostro Servizio Sanitario Nazionale, istituito con la legge 833 del 1978.
Quella legge volle garantire il diritto alla salute attraverso la fiscalità generale, per assicurare cure gratuite e uguali per tutti, indipendentemente dal reddito o dal luogo in cui si vive. Oggi quel modello viene progressivamente smantellato: il definanziamento del SSN e la spinta verso il privato rischiano di riportarci indietro di cinquant’anni, al sistema delle mutue, dove l’accesso alle cure dipendeva dal portafoglio e dalla categoria di appartenenza.
Difendere oggi la sanità pubblica vuol dire difendere la Costituzione, la dignità delle persone e il futuro dei nostri territori. Perché una montagna che vive fa bene a tutto il Paese.
E la salute, come l’acqua, i boschi e l’aria pulita, deve restare un bene comune.”
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