Venafro abbraccia il Generale Luongo, cittadinanza onoraria al Castello Pandone: “Un figlio della nostra terra”

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VENAFRO – Si è svolta questa mattina, sabato 8 novembre 2025, nella suggestiva cornice del Castello Pandone, la cerimonia ufficiale per il conferimento della cittadinanza onoraria al Generale di Corpo d’Armata Salvatore Luongo, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Un momento solenne e carico di emozione, che ha visto la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, esponenti politici regionali e nazionali, rappresentanti delle associazioni locali e numerosi cittadini.

L’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Alfredo Ricci, ha inteso rendere omaggio al Generale Luongo per il suo impegno istituzionale, il profondo legame con il territorio e il costante contributo alla tutela della legalità e della sicurezza pubblica.

“Il Generale Luongo è un Venafrano nel cuore e nelle radici,” aveva dichiarato Ricci in occasione dell’annuncio dell’onorificenza. “La sua famiglia si è stabilita qui molti anni fa grazie all’opera del padre, Maresciallo Antonio Luongo, storico Comandante della locale Stazione dei Carabinieri”.

Prima della cerimonia ufficiale, il Generale Luongo ha fatto tappa all’Istituto “Giordano” di Venafro, dove ha incontrato gli studenti in un momento di dialogo e riflessione sul ruolo delle nuove generazioni. “Vogliamo investire nei giovani perché sono portatori di idee innovative, idee che si trasformeranno in azioni concrete,” ha dichiarato il Generale, evidenziando il valore della formazione e dell’ascolto attivo.

A seguire, si è recato presso la locale compagnia dei Carabinieri per rivolgere un saluto ai “suoi” colleghi in servizio.

Infine, al Castello Pandone, è stato accolto nella Sala dei Conti gremita di persone, dove si è respirata un’atmosfera di grande partecipazione e affetto. Dopo i saluti iniziali, ha preso la parola il sindaco di Venafro, Alfredo Ricci, aprendo ufficialmente la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria. “Il Generale Luongo – ha esordito Ricci – rappresenta un esempio autentico di dedizione allo Stato e ai valori della legalità. La sua carriera, iniziata proprio qui in Molise, è il simbolo di un impegno costante, fatto di sacrificio, disciplina e senso del dovere.”

Il Sindaco ha ricordato come il Generale, oggi Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, abbia mantenuto un legame forte con la sua terra d’origine, tornando spesso a incontrare i giovani, come avvenuto poche ore prima della cerimonia all’Istituto Giordano. “Ai ragazzi ha parlato di futuro, di responsabilità, di come la fatica e la costanza siano strumenti per costruire una società più giusta. È questo il messaggio che vogliamo trasmettere: che anche da una piccola realtà come la nostra si può partire per servire il Paese con onore.”

Ricci ha poi ringraziato l’intera Arma dei Carabinieri per il lavoro quotidiano svolto sul territorio, ricordando anche i caduti e le loro famiglie: “Ogni giorno i Carabinieri garantiscono la nostra sicurezza, spesso in silenzio, con abnegazione. A loro va la nostra gratitudine più profonda.”

Infine, il Sindaco ha sottolineato come il conferimento della cittadinanza onoraria sia stato deciso all’unanimità dal Consiglio comunale, come gesto di riconoscenza verso un uomo che ha saputo incarnare i valori più alti del servizio pubblico. “Consegniamo questa onorificenza con affetto, stima e orgoglio. Il Generale Luongo è, e sarà sempre, un figlio di questa terra.”

Visibilmente commosso, il Generale Salvatore Luongo ha preso la parola subito dopo aver ricevuto la cittadinanza onoraria da parte del Comune di Venafro. Il suo intervento, intenso e personale, ha toccato il cuore dei presenti. “Ricevere oggi questo riconoscimento nella mia terra è un’emozione forte, difficile da descrivere. È un momento che custodirò per sempre, perché rappresenta un sentimento profondo di appartenenza e gratitudine verso questa comunità.”

Il Generale ha ricordato gli anni vissuti in Molise, le amicizie nate, le esperienze condivise, e il legame speciale con Venafro, città che ha definito “un pezzo di casa”. “Questa cittadinanza non è solo un titolo, è un abbraccio collettivo che sento rivolto a me, alla mia famiglia, e a tutti gli amici che hanno condiviso con me il cammino di questi anni.”

Nel suo discorso, ha voluto anche rivolgere un pensiero ai giovani, ai colleghi dell’Arma e a tutti i cittadini: “Ho cercato, in ogni fase della mia vita professionale, di rappresentare al meglio i valori che questa terra mi ha trasmesso: dignità, impegno, solidarietà. Essere carabiniere significa interpretare una missione, fatta di ascolto, sacrificio e servizio. E questo riconoscimento mi insegna che quei valori sono stati compresi e condivisi.”

Infine, ha citato una frase che gli è cara: “Le radici non sono catene, ma ali. Ci ricordano da dove veniamo e ci aiutano a spiccare il volo verso mete autentiche e irraggiungibili.” Con voce ferma e sguardo emozionato, il Generale ha concluso ringraziando tutti i presenti, lasciando un messaggio di speranza e di impegno per le generazioni future.

Il Castello Pandone, simbolo della città, si è trasformato per l’occasione in palcoscenico di un tributo istituzionale e umano, celebrando non solo la carriera del Generale ma anche i valori di servizio, dedizione e integrità che lo contraddistinguono.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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