
VENAFRO – Ancora una volta il trasporto pubblico molisano finisce sotto accusa. Alla stazione di Venafro, nella mattinata di oggi, i pendolari hanno dovuto affrontare una vera e propria odissea: il bus sostitutivo, predisposto in assenza di treni, era stracolmo e non ha consentito a tutti di salire a bordo.
Gli utenti sono stati rassicurati con un “arriva l’altro”, ma dopo oltre un’ora e mezza di attesa, senza alcuna informazione ufficiale, è giunto un bus di emergenza diretto a Roma, con fermata a Cassino. Una soluzione tardiva e insufficiente, che ha costretto i viaggiatori a riorganizzare coincidenze e impegni, con il rischio di perdere ulteriori collegamenti.
Il grido dei pendolari è chiaro: “Ogni viaggio è un’incognita, ogni pendolare è lasciato a se stesso. Una regione abbandonata, dove anche muoversi per lavoro diventa un’impresa”.
La denuncia mette in evidenza un problema ormai strutturale: il trasporto pubblico non può funzionare solo quando “va bene”. I cittadini chiedono certezze, puntualità e rispetto, elementi che dovrebbero essere garantiti in ogni regione d’Italia. In Molise, invece, la mobilità continua a rappresentare una sfida quotidiana, con conseguenze pesanti per chi studia, lavora o deve spostarsi per necessità.
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