
TERMOLI – Cresce l’incertezza sul futuro dello stabilimento Stellantis di Termoli e con essa la preoccupazione di centinaia di lavoratori e famiglie del basso Molise.
In vista della mobilitazione indetta dai sindacati del settore automotive per il 29 novembre 2025, il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, mons. Claudio Palumbo, ha diffuso un nuovo messaggio di vicinanza e solidarietà, ribadendo l’urgenza di un piano industriale concreto e di risposte chiare da parte delle istituzioni.
“Non c’è dignità senza lavoro. La dignità negata rende questa area geografica terra bruciata, un deserto senza vita”, ha dichiarato il vescovo, sottolineando come la possibile revoca del progetto della Gigafactory rappresenti un rischio enorme per l’occupazione e per lo sviluppo del territorio.
La Chiesa diocesana si schiera al fianco dei lavoratori, condividendo il disorientamento per le notizie sempre più preoccupanti e denunciando eventuali ritardi o negligenze. “Non possiamo non solidarizzare con tanti padri di famiglia che rischiano di perdere il lavoro, famiglie intere angosciate dalla chiusura di uno stabilimento che dava loro certezza per il futuro”, ha aggiunto Palumbo.
Il vescovo ha incoraggiato istituzioni e sindacati a proseguire nel dialogo e nella concertazione, pur riconoscendo le difficoltà dei tavoli avviati negli ultimi mesi. “Si può dubitare forse della capacità di mettere insieme le persone, dialogare, ascoltare tutti e confrontarsi concretamente su eventuali positive vie di uscita?”, ha domandato, richiamando tutti a un impegno comune.
Palumbo ha inoltre ribadito il valore dell’attività sindacale come segno di speranza e strumento di difesa della dignità dei lavoratori. La Dottrina Sociale della Chiesa, ha ricordato, riconosce nei sindacati una presenza costruttiva per lo sviluppo del territorio, fondata su responsabilità, partecipazione e collaborazione con le altre parti sociali.
Il messaggio si chiude con un appello forte e chiaro: “Una società unita costruisce il suo futuro sulla laboriosità dei propri cittadini, sull’uguaglianza e sulle pari opportunità di lavoro. Senza lavoro non c’è futuro. È vivo desiderio delle nostre comunità che si intervenga prontamente per offrire motivi di speranza, grazie all’impegno di tutti”.
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