Medicina interna, dal paziente critico al fine vita: sfide e prospettive per l’internista moderno

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LARINO – Oltre cento partecipanti hanno preso parte all’incontro formativo “Il paziente critico in Medicina Interna – La Medicina Interna nel 2025”, ospitato presso la Casa di Comunità di Larino.

L’evento ha posto al centro dell’attenzione i temi più rilevanti della medicina interna, dalla gestione dell’anziano complesso allo scompenso cardiaco, dalla sepsi all’insufficienza respiratoria, fino alle crisi di panico e all’impiego dei nuovi farmaci.

Particolarmente apprezzata la sessione dedicata alle malattie neoplastiche e alla gestione del fine vita, con approfondimenti su accanimento terapeutico ed eutanasia. Il dibattito è stato arricchito dal contributo di specialisti provenienti anche da fuori regione e dall’intervento di un magistrato che ha illustrato le implicazioni giuridiche legate a tali delicati aspetti.

Spazio anche ai problemi gestionali. “Confermata, in modo unanime – ha sottolineato il Direttore della S.C. di Medicina Interna del P.O. San Timoteo di Termoli, Nicola Rocchia – la centralità della Medicina Interna per la vita di tutto l’ospedale. Proprio lì, infatti, viene ricoverato l’80% dei pazienti complessi e multi-morbidi, invertendo un ruolo che fino a qualche anno fa vedeva le branche specialistiche supportate dalla ‘Medicina’. Tuttavia, va potenziato il rapporto con il territorio”.

Sono state inoltre valutate alcune ipotesi di riorganizzazione proposte da società scientifiche nazionali, con l’obiettivo di ridurre l’eccesso di ricoveri e migliorare il boarding del Pronto Soccorso, fortemente supportato dalla Medicina Interna.

“La gestione del paziente critico – ha ribadito il Direttore Generale dell’ASReM, Giovanni Di Santo – rappresenta una delle sfide più complesse e qualificanti per l’internista moderno. L’evoluzione dell’età media della popolazione, l’aumento delle comorbidità e la necessità di integrare competenze diverse rendono il ruolo della Medicina Interna sempre più centrale nel percorso assistenziale. In questo contesto assume particolare rilievo il tema della gestione del paziente complesso e spesso in fine vita, ambito in cui l’internista è chiamato non solo a garantire appropriatezza clinica, ma anche a esprimere sensibilità etica e capacità di costruire un’alleanza autentica con il paziente e la sua famiglia. Accompagnare la persona nelle fasi più fragili della malattia significa riconoscere e difendere la dignità umana con professionalità, ascolto e rispetto”.

L’incontro ha confermato la Medicina Interna come pilastro fondamentale dell’assistenza ospedaliera e territoriale, capace di coniugare competenze cliniche, responsabilità etiche e visione organizzativa per affrontare le sfide della sanità moderna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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