Cinquantenni in festa: la classe 1975 di Civitanova del Sannio celebra l’amicizia che non invecchia

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CIVITANOVA DEL SANNIO – In un’atmosfera sospesa tra la magia dell’Avvento e il calore di un’amicizia che resiste al tempo, i nati del 1975 di Civitanova del Sannio si sono ritrovati per celebrare insieme i loro cinquant’anni.

Una cena semplice ma carica di significato, tra brindisi, risate e memorie condivise, ha trasformato una fredda sera di dicembre in un abbraccio collettivo. La musica, i canti e il ricordo di chi non c’è più hanno reso la serata un inno alla vita, alla memoria e all’amore che, quando è autentico, non conosce confini.

Un compleanno è sempre un momento bello e degno di essere celebrato, sia quale atto di lode a Dio Creatore per il dono di un anno di vita in più, sia perché si fa, allo stesso tempo, bagaglio e resoconto di nuove esperienze. Dal punto di vista soggettivo, poi, il suo ritorno rinnova sentimenti di gioia e desideri di festa e di allegria da condividere con chi vuoi più bene. Se, poi, a festeggiare sono tanti amici – e amici dall’infanzia – che scelgono di immortalarlo insieme, quella gioia e quell’allegria si moltiplicano all’infinito perché l’amore, tanto più lo dividi, tanto più si diffonde e si espande senza confini, né barriere. Questa, o lettori, è la storia dei cinquantenni di Civitanova del Sannio, specchio della classe 1975, che, in una fredda e stellata serata di fine dicembre, ha inteso riscaldare la propria amicizia presso la suggestiva località del “Niagara” di Poggio Sannita. L’Avvento, così giunto alla nascita di Gesù bambino, è divenuto la Stella polare pronta a suggellare mezzo secolo di storia, fatto di tante albe e di qualche tramonto, ma tutte ornate di pace e di serenità attorno a un banchetto addobbato a festa. E così, una cena frugale accompagnata da un buon vino, la torta a tema e lo champagne spumeggiante, hanno fatto da cornice alle prelibatezze di tanti ricordi, di rievocazioni e di aneddoti andati, oggi memoriale degli anni che furono e che sono, perché ciò che è memoria vive e ciò che vive non può morire. Musica e canti magistralmente eseguiti da una cover di Vasco Rossi – tra foto ricordo, sorrisi e qualche abbraccio – hanno allietato la serata intera. Come quando eravamo tra i banchi, tutti abbiamo gioito e, nell’applauso partito al ricordo dell’amico Filippo, nel cuore mi son detto: “respiri piano per non far rumore. Ti addormenti di sera e ti risvegli col sole…”.

Luigi Fantini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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