
COLLI A VOLTURNO – Dieci cammini simbolici, decine di associazioni, esperti di rilievo nazionale e due Parchi uniti da un obiettivo comune: salvaguardare l’orso bruno marsicano e i corridoi ecologici dell’Appennino centrale, minacciati dal progetto della centrale di pompaggio Enel “Pizzone II”.
È questo il cuore dell’iniziativa “I corridoi dell’orso: da due Parchi un cammino comune”, in programma sabato 3 gennaio 2026 a Colli al Volturno, promossa dal Coordinamento No Pizzone II.
Il progetto Pizzone II, che prevede la realizzazione di gallerie, cantieri e variazioni artificiali del livello di due laghi, interessa aree cruciali per l’espansione dell’orso marsicano, una sottospecie unica al mondo, oggi ridotta a circa 50 esemplari. Secondo il mondo scientifico, la sopravvivenza dell’orso dipende dalla possibilità di espandersi verso nuove aree idonee, come il Parco del Matese. L’interruzione dei corridoi ecologici, spiegano gli esperti, comprometterebbe in modo irreversibile questo processo.
Ma la questione va oltre i confini locali: autorizzare un impianto industriale dentro un Parco Nazionale – in questo caso il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e il Parco del Matese – costituirebbe un precedente pericoloso per tutte le aree protette italiane.
La giornata inizierà con dieci gruppi di camminatori in partenza da altrettanti comuni dei due Parchi. Da Pizzone, Castel San Vincenzo, Scapoli, Filignano, Montaquila, Monteroduni, Macchia d’Isernia e altri centri, i partecipanti percorreranno sentieri tra i 6 e i 20 chilometri per convergere alle ore 13.00 a Colli al Volturno, dove sarà offerto un rinfresco.
Alle ore 15.00, presso il Teatro–Auditorium di Colli al Volturno, si terrà un convegno pubblico con interventi di studiosi, ambientalisti e rappresentanti istituzionali. Tra i relatori: Stefano Orlandini (Salviamo l’Orso), Marco Antonelli (WWF Italia), Luigi Mastronardi (Università del Molise), Stefano Ardito (scrittore e documentarista), Roberto D’Alessio (CAI Montaquila) e la cooperativa di comunità “La Monna” di Villa Scontrone. Concluderà i lavori Luciano Sammarone, Direttore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
Oltre alla denuncia ambientale, il convegno offrirà spunti su modelli di sviluppo alternativi, come le cooperative di comunità, capaci di generare occupazione valorizzando il patrimonio naturale e culturale, senza compromettere l’equilibrio degli ecosistemi.
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