Venafro, l’ultimo saluto a Carmen Natale: “Sei tu il nostro per sempre”

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VENAFRO – Nonostante la pioggia battente, la chiesa si è riempita fino all’ultimo banco. Un silenzio composto, carico di commozione, ha accompagnato l’ultimo saluto a Carmen Natale, figura amata e stimata da tutta la comunità venafrana.

A celebrare il rito funebre è stato Don Salvatore Rinaldi, che nell’omelia ha ricordato la forza, la discrezione e la fede incrollabile di Carmen, sottolineando quanto la sua presenza abbia lasciato un segno profondo in chiunque l’abbia conosciuta.

Un momento sentito della cerimonia è arrivato quando una giovane donna, Caterina, fidanzata del figlio Andrea, ha preso la parola per leggere una lettera scritta di suo pugno. Un testo intenso, intimo, che ha saputo dare voce al dolore e alla gratitudine di un’intera famiglia. Di seguito, la riportiamo integralmente:

Cara Carmen,

In questi ultimi giorni ho pensato tanto alle parole che credo noi tutti avremmo voluto dirti, ma che di fronte al tuo sorriso rimasto con noi fino all’ultimo momento, non hanno trovato spazio semplicemente perché, seppur egoisticamente, abbiamo pensato a fare scorte personali di quella dolcezza inesauribile che ci hai sempre dispensato.

Mai un cedimento, mai un po’ di rabbia, solo consapevolezza e la solita luce negli occhi, con la quale hai illuminato di speranza anche noi, la tua famiglia, sicuramente dotati di una dose di coraggio minore della tua.

Nel corso della tua vita terrena ti sei fatta amare e non solo per la tua bontà, ma anche grazie a quell’apparente timidezza, dietro la quale si è sempre nascosto quel desiderio strabordante di guardare sempre oltre l’orizzonte e, in quell’orizzonte, far viaggiare la tua mente, fonte inesauribile di idee, pensieri, sentimenti.
La tua presenza, sempre discreta, si è imposta con rispetto, sprigionando energia e solarità nei confronti di chiunque abbia avuto il privilegio di conoscerti.

Sei stata forza motrice del lavoro che hai svolto: instancabile, risoluta, brillante, rispettosa per il lavoro altrui.
La rabbia non è mai stato un sentimento che ha fatto parte di te, trasmettendo quasi un’aura di imperturbabilità. Ma no, Carmen, tu non sei stata fredda ed imperturbabile, semplicemente ti sei lasciata andare quando e dove lo hai ritenuto opportuno.

Sei stata il collante di tanti rapporti umani: dalla famiglia agli amici. Sei stata figlia, sorella, moglie, zia, amica, ma soprattutto, mamma.
Hai gioito con noi di tutti i nostri traguardi, ci hai spronati a dare sempre il meglio, ci hai dimostrato che chi si ferma è perduto, nonostante nella vita tu di fermarti non ne abbia mai voluto sapere.
Per te ogni ricorrenza ha rappresentato una festa da condividere con chi hai voluto bene; ognuno di noi si è sentito in casa propria durante i pranzi e le cene estive che sempre hai amato organizzare, nonostante secondo te fosse sempre tutto “ho preparato giusto due cosine, non vi aspettate niente, ma è per stare insieme”.

Carmen, tu hai amato profondamente la vita, anche quando questa ti ha messo davanti a dure realtà; nulla e nessuno  è riuscito a scalfire neanche solo mezzo tratto del tuo carattere. Con la tua serietà ci hai insegnato a non avere paura, ad andare avanti anche quando tutto, ai nostri occhi, è sembrato perso. Hai lottato, corso, riso, pianto, ti sei sempre aggrappata alla fede e alla speranza; le stesse cose alle quali noi tutti ci siamo affidati durante quest’ultimo periodo, sempre guidati da te che mai hai pensato di scoraggiarci.

Carmen, oggi, materialmente, è crollato il nostro pilastro più importante, ma sappi che la tua grande famiglia è così unita solo grazie a te.
Ti abbracciamo fortissimo e tu, con la tua solita calma e dolcezza, continua a sorriderci e a tenerci la mano.
Noi saremo per sempre uniti, per te, perché sei tu il nostro per sempre.

Un lungo applauso ha seguito la lettura, spezzando per un attimo il silenzio e unendo in un abbraccio collettivo tutti i presenti. Carmen, come ha ricordato Caterina, è stata “il collante di tanti rapporti umani”, una donna che ha saputo amare la vita anche nei momenti più difficili, senza mai perdere la sua luce.

Oggi Venafro ha perso un pilastro, ma ha ritrovato, nella memoria condivisa e nell’affetto che ha saputo seminare, la forza per restare unita. Perché, come ha scritto Caterina, sei tu il nostro per sempre.”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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