Capracotta, il Giardino della Flora Appenninica diventa laboratorio di scienza partecipata

Capracotta, Giardino della Flora Appenninica
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CAPRACOTTA – Un nuovo progetto di citizen science, finanziato dal National Biodiversity Future Center, pone il Giardino della Flora Appenninica di Capracotta al centro di un’iniziativa di rilievo nazionale, con l’obiettivo di valorizzare la biodiversità e rafforzare la coesione sociale nelle aree montane e interne.

A darne notizia è il sindaco di Capracotta, Candido Paglione, che sottolinea l’importanza strategica del finanziamento ottenuto dal Consorzio del Giardino: «Un riconoscimento alla nostra comunità e al lavoro svolto in questi anni per fare del Giardino un punto di riferimento scientifico, culturale e ambientale».

Il progetto, che si inserisce nel solco tracciato dal Laboratorio per la Sostenibilità Ambientale, prevede un articolato programma di monitoraggio della biodiversità vegetale, con particolare attenzione alle interazioni tra flora, fauna impollinatrice e condizioni ambientali. Sarà installata una rete di sensori IoT per il controllo continuo della qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo, con l’obiettivo di valutare l’impatto dell’inquinamento e gli effetti del cambiamento climatico.

Ma non solo. Il Giardino si prepara a diventare un vero e proprio “living lab”, accessibile tutto l’anno anche grazie alle tecnologie digitali: visite virtuali, mappe interattive, un punto panoramico trasformato in spazio “CinèNature” per l’osservazione naturalistica e una App per il riconoscimento delle specie botaniche renderanno l’esperienza ancora più immersiva e formativa, soprattutto per scuole e turisti.

A completare il quadro, la realizzazione di un laboratorio di Additive Manufacturing per la stampa 3D di supporti florovivaistici in materiali biodegradabili, accompagnato da un corso di formazione dedicato.

Nelle prossime settimane saranno illustrate le fasi operative del progetto e presentato ufficialmente il nuovo presidente del Consorzio, il prof. Cosimo Carfagna, che subentra al dott. Maurizio De Renzis, al quale va il ringraziamento dell’amministrazione per i nove anni di guida illuminata. Un plauso anche alla prof.ssa Paola Fortini per il prezioso contributo scientifico.

Capracotta si conferma così modello virtuoso di sinergia tra comunità, scienza e natura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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