
ISERNIA – Cinquemila, forse di più. Non è stata una semplice manifestazione, ma un’onda. Un’onda di luce, di volti, di dignità. Questa sera Isernia è diventata il cuore pulsante di una protesta civile e potente, una fiaccolata che ha attraversato la città per difendere un diritto che non può essere negoziato: quello alla salute.
Dalla centralissima Piazza Celestino V fino all’ospedale Veneziale, migliaia di cittadini hanno marciato in silenzio, fiaccola in mano, al fianco del sindaco Piero Castrataro, che da oltre venti giorni presidia in tenda l’ingresso del nosocomio. Un gesto estremo, il suo, ma profondamente simbolico: la salute non è un numero, è vita, è dignità.
In un primo momento si parlava di qualche centinaio di persone. Ma bastava voltarsi indietro per rendersi conto della portata dell’evento: un fiume umano, dieci volte più grande, ha invaso le vie della città. Sindaci con la fascia tricolore, consiglieri regionali e comunali, rappresentanti di associazioni e semplici cittadini, tutti uniti da un messaggio inequivocabile: “La sanità pubblica non si tocca”.
Il passaggio dei primi cittadini con le fiaccole, accolti da due ali di folla in applauso spontaneo, ha regalato un’immagine che resterà scolpita nella memoria collettiva. Una forza gentile, ma determinata, che ha travolto la città con la potenza di una comunità che non vuole più restare in silenzio.
La fiaccolata ha saputo andare oltre le appartenenze politiche. “Ai cittadini non interessa se questa è un’operazione di marketing o una battaglia di parte – si è detto più volte – vogliamo un ospedale che funzioni, vogliamo poterci curare senza dover emigrare”.
Tra gli slogan più ripetuti: “Chi taglia la sanità uccide due volte”, “Noi siamo di qui e marciamo qui”, “La salute è un diritto, non un favore”. E ancora: “Forza Piero, sei tutti noi”. Un sostegno trasversale, che ha coinvolto anche cittadini arrivati da ogni angolo del Molise e da fuori regione.
Accanto al sindaco Castrataro, anche esponenti del Movimento Cinque Stelle, di Costruire Democrazia, del Partito Democratico, di Alternativa Molise. Ma non sono mancate le polemiche per alcune assenze pesanti, soprattutto dal versante venafrano. “Un’occasione persa – ha commentato qualcuno – perché la sanità pubblica non ha colore politico, ha solo bisogno di impegno serio e costante”.
Al centro della mobilitazione, la difesa dei reparti a rischio del Veneziale, come Emodinamica e il Punto Nascita. Ma anche una richiesta più ampia: ospedali con personale adeguato, liste d’attesa sostenibili, servizi sanitari di qualità in ogni Comune del Molise. “Non ci abitueremo mai al ridimensionamento dei nostri diritti – ha dichiarato un manifestante – la salute è un pilastro della Costituzione che difenderemo a testa alta”.
La fiaccolata ha fatto rumore. Ha acceso i riflettori su una battaglia che non può più essere ignorata. Ma resta da capire se questo grido collettivo riuscirà a smuovere le acque stagnanti della politica sanitaria regionale. Gli ultimi incontri con i vertici Asrem non hanno prodotto risultati concreti. Il nodo resta a Roma, dove si decide il destino della sanità molisana.
Intanto, Isernia ha parlato. E lo ha fatto con la voce della sua gente. Una voce che chiede rispetto, ascolto, futuro. Una voce che, da questa sera, risuona più forte che mai.
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