
CAMPOBASSO – Anche Coldiretti Molise ha fatto sentire la propria voce oggi a Strasburgo, unendosi alla mobilitazione nazionale contro le importazioni di cibi che non rispettano gli standard europei.
Il presidente regionale Claudio Papa e il direttore Aniello Ascolese sono tra i mille soci giunti da tutta Italia per chiedere alla Commissione europea regole più eque e controlli più severi a tutela della salute dei cittadini e del reddito degli agricoltori.
«Dopo Bruxelles siamo qui per dire no all’accordo Mercosur – ha dichiarato Papa – un’intesa che, in assenza di reciprocità, spalancherebbe le porte a prodotti privi di controlli e regole, danneggiando i nostri produttori e mettendo a rischio i consumatori». A fargli eco il direttore Ascolese: «Le fondamenta dell’Europa sono nell’agricoltura. Non possiamo accettare che l’Unione dimentichi la propria storia e i propri valori».
Nel mirino della protesta, la gestione della Commissione Von der Leyen, accusata da Coldiretti di aver trasformato l’agricoltura europea in un “laboratorio ideologico” che penalizza le imprese locali e favorisce la concorrenza sleale globale. «Solo il 3% delle merci viene controllato fisicamente nei porti – ha aggiunto Papa – servono più verifiche e regole uguali per tutti».
La delegazione molisana ha ribadito la necessità di introdurre l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per tutti i prodotti e di abolire il cosiddetto “inganno del codice doganale dell’ultima trasformazione”, che spesso nasconde la reale provenienza delle merci.
Il presidente nazionale Ettore Prandini ha sottolineato l’importanza della trasparenza per garantire la qualità dei prodotti e la sicurezza alimentare: «La nostra battaglia continuerà finché la Commissione non garantirà coerenza e tutela per agricoltori e cittadini».
Duro anche l’intervento del segretario generale Vincenzo Gesmundo, che ha denunciato la presenza nei porti europei di prodotti contaminati da sostanze vietate da decenni in Europa: «Non possiamo accettare che in Italia arrivino alimenti trattati con veleni banditi da quarant’anni. Serve un controllo rigoroso e una tracciabilità totale».
La mobilitazione di Coldiretti, assicurano i vertici dell’organizzazione, non si fermerà. Anche dal Molise, l’impegno è chiaro: difendere la qualità del cibo, la salute dei cittadini e il futuro dell’agricoltura locale.
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