
CAMPOBASSO – Un invito alla riflessione collettiva, un appello alla responsabilità educativa condivisa, un’occasione per interrogarsi sulle nuove forme di marginalizzazione che colpiscono giovani e famiglie.
Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 18:00, l’auditorium Celestino V di Campobasso ospiterà il primo appuntamento del ciclo promosso dalla Scuola di Cultura e Formazione socio-politica “Giuseppe Toniolo” dell’Arcidiocesi di Campobasso-Bojano, dal titolo emblematico: «La povertà educativa del nostro tempo».
L’incontro si propone di affrontare una delle emergenze più silenziose ma profonde del nostro tempo: la povertà educativa, intesa non solo come mancanza di accesso all’istruzione, ma come privazione di opportunità, stimoli, relazioni e contesti capaci di far fiorire la persona.
Ad aprire i lavori sarà la Dott.ssa Anna Paolella, pedagogista e dirigente tecnico del Ministero dell’Istruzione, esperta di formazione, inclusione scolastica e politiche educative. La sua relazione offrirà una lettura lucida e documentata delle sfide che attraversano oggi il mondo della scuola e della crescita, in un’epoca segnata da disuguaglianze, frammentazioni e nuove vulnerabilità.
Seguirà un dibattito aperto al pubblico, pensato come spazio di confronto tra esperienze, visioni e proposte. Le conclusioni saranno affidate a S.E. Mons. Biagio Colaianni, Arcivescovo Metropolita di Campobasso-Bojano, che offrirà una riflessione pastorale ispirata all’esortazione Dilexi Te di Papa Leone XIV, testo guida della Scuola Toniolo per l’anno in corso. A moderare l’incontro sarà il Prof. Marco Di Salvo.
«Il compito oggi è osare un umanesimo integrale che abiti le domande del nostro tempo senza smarrire la sorgente», ha scritto Leone XIV. Un’esortazione che risuona come monito e proposta, in un tempo che chiede “un cuore che ascolta, uno sguardo che incoraggia, un’intelligenza che discerne”.
La Scuola Toniolo rivolge il proprio invito a istituzioni, educatori, associazioni, animatori pastorali e cittadini, per costruire insieme un’alleanza educativa capace di restituire centralità alla persona e dignità ai percorsi di crescita. Perché contrastare la povertà educativa non è solo un’urgenza sociale, ma un atto di giustizia e di speranza.
© RIPRODUZIONE RISERVATA














