
CAMPOBASSO – L’Azienda Sanitaria Regionale del Molise volta pagina. Dopo quasi un decennio di immobilismo strutturale, è stata varata una svolta epocale che ridisegna l’architettura dei servizi sanitari e amministrativi.
Non si tratta di un semplice ritocco formale, ma di una profonda rielaborazione dell’intero organico, pensata per rispondere finalmente alle esigenze di salute dei cittadini e alle legittime ambizioni dei lavoratori.
La sfida vinta dalla governance ASReM è stata quella di riformare il sistema agendo su una mappatura degli incarichi totalmente rinnovata. La riorganizzazione è stata attuata nei limiti dei fondi già esistenti, grazie ad una gestione oculata e intelligente delle risorse può produrre risultati superiori senza costi aggiuntivi.
La valorizzazione degli incarichi riguarda sia l’area dirigenziale medica-sanitaria che il personale di comparto, settori rimasti in attesa di un segnale di cambiamento per troppo tempo. Tra i punti cardine della riforma vengono finalmente riconosciute e premiate le eccellenze professionali già presenti in azienda, la mappatura ha poi permesso l’inserimento di ruoli chiave per la medicina moderna, del resto una struttura più snella e meritocratica rende l’ASReM una realtà più qualificata e gratificante, capace di attrarre nuovi talenti e frenare la “fuga” verso altre regioni. Inoltre, è stata letteralmente “costruita” una prospettiva di carriera, offrendo ai dipendenti una crescita basata sulla responsabilità e sulla competenza.
“Abbiamo riesaminato l’intera struttura in un’ottica di efficacia ed efficienza e l’obiettivo, nel rispetto del Contratto Collettivo Nazionale e dopo un lavoro condiviso con le Organizzazioni Sindacali, è stato sempre chiaro: trasformare l’ASReM in un ambiente di lavoro stimolante dove la carriera di responsabilità non sia più un’eccezione, ma la regola” – ha commentato la Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria molisana.- Questa riforma segna un punto di non ritorno. Il Molise si riappropria della capacità di programmare il proprio futuro sanitario, mettendo al centro la persona — sia chi le cure le riceve, sia chi le eroga con dedizione ogni giorno.”
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