
CAMPOBASSO – Nel 59° anniversario della sua morte, il Comune di Campobasso e la Polizia di Stato rendono omaggio all’eroismo di Nicola Mignogna, caduto in servizio il 2 febbraio 1967. Una cerimonia commemorativa e una lapide per non dimenticare.
Lunedì 2 febbraio 2026, alle ore 10:00, in via Monsignor Bologna n. 15, sarà inaugurata una lapide in memoria del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza Nicola Mignogna, nel luogo esatto in cui, 59 anni fa, perse la vita mentre tentava di salvare i suoi colleghi feriti. L’iniziativa, fortemente voluta dal Comune di Campobasso e dalla Polizia di Stato, si inserisce in un percorso di memoria e riconoscenza verso chi ha sacrificato la propria vita per la sicurezza della collettività.
Era la notte del 2 febbraio 1967 quando Mignogna, insieme al Brigadiere Giovanni Paduano e alla Guardia Ignazio Cammisano, tutti in servizio presso la Squadra Mobile, intercettò il pregiudicato Paolo Caso, già noto alle forze dell’ordine e colpito da un foglio di via obbligatorio. I tre agenti, pur riconoscendo il pericolo, agirono con coraggio e senza ricorrere all’uso delle armi. Mignogna riuscì a disarmare l’uomo, che si rifugiò in un cantiere. Ma in un’imboscata improvvisa, Caso estrasse una seconda pistola e aprì il fuoco, ferendo tutti e tre i poliziotti.
Nonostante fosse stato colpito all’addome, Mignogna trovò la forza di mettersi alla guida della FIAT 1100 di servizio per soccorrere i colleghi. Ma proprio nei pressi dell’attuale sede del GAL, dove un tempo sorgeva la caserma dei Vigili del Fuoco, fu sopraffatto dall’emorragia interna e si accasciò sul volante, perdendo la vita.
Aveva 42 anni, era nato a Riccia, sposato e padre di quattro figlie. La sua morte suscitò un’ondata di commozione in tutta Italia. Quotidiani come “Il Tempo” e settimanali come “Epoca” promossero raccolte fondi per la famiglia. Il liceo Giulio Cesare di Roma organizzò una colletta, l’ospedale Vietri di Larino gli intitolò una sala chirurgica, e nel 1968 la Scuola Allievi Agenti di Caserta prese il suo nome.
Il suo assassino, Paolo Caso, fu arrestato 40 giorni dopo ad Ancona, in circostanze simili, e condannato all’ergastolo. Le indagini successive lo collegarono anche a tre omicidi, tra cui quello della tabaccaia di Viale Elena a Campobasso nel 1961. Dopo un tentativo di evasione e una latitanza durata tre anni, fu definitivamente arrestato nel 1990 a Genova.
Durante la cerimonia di lunedì, una corona sarà deposta da due poliziotti simbolo del passaggio generazionale: il più giovane in servizio alla Questura di Campobasso e un collega ultranovantenne in quiescenza, testimone diretto di quella tragica notte. Un gesto che rinnova il legame tra passato e presente, tra memoria e impegno quotidiano.
Il sacrificio di Nicola Mignogna continua a vivere nel ricordo della comunità e nel cuore di chi ogni giorno indossa una divisa per proteggere gli altri. La lapide che sarà scoperta non è solo un segno di pietra, ma un monito di coraggio, dedizione e umanità.
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