
CASTELNUOVO AL VOLTURNO – Il 14 e 15 febbraio 2026, la piccola comunità dell’Alto Molise diventa crocevia di culture, simboli e visioni, con ospiti internazionali, collaborazioni d’eccellenza e l’annuncio del Museo della Maschera.
Il battito ancestrale dei campanacci, il fuoco che danza nella notte, le maschere che raccontano storie antiche: il 14 e 15 febbraio 2026 torna Gl’Cierv, il Rito dell’Uomo Cervo, uno degli eventi rituali più identitari del panorama culturale italiano. Ma quest’anno, la manifestazione si carica di nuovi significati e ambizioni, guardando all’Europa e al futuro.
Dopo aver rappresentato il Molise a Expo 2025 di Osaka come simbolo della cultura regionale, la maschera dell’Uomo Cervo torna protagonista a casa sua, in un’edizione che si annuncia memorabile. Promosso dall’APS Il Cervo con il patrocinio del Comune di Rocchetta a Volturno, della Regione Molise e del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’evento si conferma come un progetto culturale strutturato, capace di coniugare memoria e innovazione.
Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026, la partecipazione straordinaria dei Survakari di Pernik (Bulgaria), protagonisti del celebre Carnevale iscritto nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, e dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada (Sardegna), tra le maschere rituali più iconiche del Mediterraneo. La loro presenza non è solo spettacolo, ma un incontro simbolico tra culture che condividono il valore della maschera come espressione identitaria, del suono come richiamo collettivo, del fuoco come rito di passaggio.
A rendere ancora più speciale questa edizione, l’avvio di una collaborazione con Emanuele e Davide De Luca, maestri del trucco e degli effetti speciali nel cinema italiano e internazionale. Originari di Isernia, i due artisti – premiati con il David di Donatello per “Freaks Out” e noti per lavori in film come “La grande bellezza” e “Gomorra” – metteranno la loro arte al servizio del rito, contribuendo alla realizzazione di nuovi elementi simbolici. Un ponte inedito tra artigianato rituale e linguaggio cinematografico, che apre a percorsi di formazione e creatività per le nuove generazioni.
Cuore pulsante del progetto è il nascente Museo della Maschera, spazio in fase di sviluppo che ambisce a diventare punto di riferimento nazionale per lo studio e la valorizzazione delle maschere rituali antropomorfe. Non solo esposizione, ma luogo vivo di ricerca, trasmissione e dialogo culturale, con un’attenzione particolare ai giovani e alla rete dei musei tematici italiani. Dopo l’acquisizione delle maschere dei Mamuthones e Issohadores, il Museo si arricchisce di nuovi tasselli, consolidando la sua vocazione a custodire e rilanciare il patrimonio immateriale dell’Alto Molise.
Il programma della manifestazione si apre sabato 14 febbraio con l’inaugurazione del Museo della Maschera e una serie di eventi culturali, laboratori creativi, convegni e spettacoli, tra cui la danza del fuoco di Mara Capirci e il concerto serale de La Terza Classe. Domenica 15 febbraio, spazio ai più piccoli con il laboratorio “BoscoPiccolo”, alla musica dell’Orchestra di Organetti “Volano i Mantici” e, soprattutto, alla sfilata delle maschere europee e alla rappresentazione del Rito dell’Uomo Cervo, momento culminante della manifestazione.
Gl’Cierv 2026 si conferma così come un evento capace di unire passato e presente, locale e globale, in un rito che non smette di parlare al cuore delle comunità. Un’occasione per riscoprire le radici, ma anche per immaginare nuovi orizzonti culturali, con il Molise protagonista.
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