
CAMPOBASSO – L’Associazione della Stampa del Molise torna a sollecitare l’attuazione della normativa nazionale sulla comunicazione istituzionale. Di Pietro: “Basta confusione tra ruoli, servono professionisti dell’informazione”.
A sette anni dalla firma del protocollo d’intesa tra l’Associazione della Stampa del Molise, l’Ordine dei Giornalisti regionale e l’ANCI Molise, l’ASM torna a chiedere con forza l’applicazione della Legge 150 del 2000 negli enti locali. Un appello che si rinnova alla luce del recente accordo nazionale tra la Federazione della Stampa e l’Associazione dei Comuni italiani, che riporta al centro il tema della comunicazione pubblica e del ruolo degli uffici stampa negli enti territoriali.
“Ci sono ancora molti scogli da superare in Molise – dichiara il presidente dell’ASM, Giuseppe Di Pietro – per garantire una corretta informazione istituzionale ai cittadini. La Legge 150 è in vigore da anni, ma troppo spesso viene disattesa o interpretata in modo improprio, con comunicati firmati direttamente da sindaci o dirigenti, e con una confusione crescente tra le figure del portavoce e dell’addetto stampa”.
Il protocollo del 2018, siglato con l’allora presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Molise, Pina Petta, e con il presidente dell’ANCI Molise, Pompilio Sciulli, prevedeva anche la possibilità di istituire uffici stampa consorziati tra piccoli Comuni, per garantire un’informazione professionale e trasparente, nel rispetto della deontologia giornalistica.
“Il portavoce – sottolinea Di Pietro – è una figura politica, espressione del sindaco o del presidente dell’ente, e non necessita di titoli specifici. L’addetto stampa, invece, è un professionista iscritto all’albo, terzo e responsabile del proprio operato secondo le regole deontologiche della professione. Confondere questi ruoli significa minare la qualità e l’affidabilità dell’informazione pubblica”.
L’ASM invita dunque gli enti locali molisani a cogliere l’occasione offerta dall’intesa nazionale per rilanciare l’impegno assunto nel 2018 e dare piena attuazione alla normativa, anche attraverso forme consorziate, per garantire ai cittadini un’informazione istituzionale corretta, trasparente e professionale.
Un appello che si inserisce in un contesto nazionale di rinnovata attenzione verso la comunicazione pubblica, sempre più centrale nel rapporto tra istituzioni e cittadini.
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