
VENAFRO – È partito da Venafro il ciclo di assemblee territoriali promosso da Coldiretti Molise sotto il titolo “Per un Molise ed un’Europa migliore”.
Un vero e proprio tour dell’ascolto che, nelle prossime settimane, toccherà i principali centri della regione per raccogliere istanze, confrontarsi con gli associati e rilanciare l’azione sindacale a tutela delle imprese agricole e dei cittadini.
Durante l’incontro inaugurale, il direttore regionale Aniello Ascolese e il presidente provinciale di Coldiretti Isernia Mario Di Geronimo hanno affrontato i temi più caldi del comparto agricolo: dalla difesa della PAC (Politica Agricola Comune) al contrasto all’accordo Mercosur, passando per la battaglia contro i “trafficanti di grano” e la richiesta di una revisione del Codice Doganale Europeo, che consente l’etichettatura “Made in Italy” anche per prodotti trasformati in Italia ma provenienti da materie prime estere.
«Abbiamo evitato il taglio di 90 miliardi alla PAC e ottenuto la riassegnazione di 10 miliardi agli agricoltori italiani – ha dichiarato Ascolese – grazie a una mobilitazione che ha portato i nostri soci a manifestare a Bruxelles contro le scelte della Commissione europea».
Un altro risultato rivendicato da Coldiretti è il congelamento dell’accordo Mercosur, considerato dannoso per l’agricoltura europea per l’assenza di reciprocità nelle regole su sicurezza alimentare, benessere animale e tutela del lavoro.
Sul fronte nazionale, l’Organizzazione ha ottenuto l’istituzione della CUN del grano duro, che garantirà un prezzo equo per i produttori, evitando speculazioni al ribasso. Ma la battaglia continua: Coldiretti chiede ora a Comuni e Regioni di approvare delibere contro l’attuale Codice Doganale UE, per difendere la trasparenza dell’origine dei prodotti e l’identità del vero agroalimentare italiano.
A livello regionale, l’assemblea ha acceso i riflettori su alcune criticità storiche:
- l’emergenza cinghiali, per la quale Coldiretti propone l’attuazione dell’art. 19 ter della legge 157/92 e la formazione di guardie venatorie volontarie;
- l’assenza di un Piano Zootecnico Regionale, atteso da otto anni, per rilanciare un comparto fondamentale ma in difficoltà;
- la richiesta di tariffe idriche agevolate per gli allevamenti, oggi penalizzati da costi insostenibili;
- il rafforzamento del servizio fitosanitario regionale, per prevenire fitopatie devastanti come peronospora e xylella;
- la necessità di una mappatura regionale per gli impianti energetici, per evitare il consumo di suolo agricolo.
«Le sfide sono tante e complesse – ha concluso Di Geronimo – ma possiamo vincerle solo se gli agricoltori faranno sentire la propria voce con forza e responsabilità. Le istituzioni devono essere al nostro fianco per garantire sviluppo e dignità al lavoro agricolo molisano».
Il tour proseguirà nei prossimi giorni in altri comuni della regione, con l’obiettivo di costruire una piattaforma condivisa di proposte e rivendicazioni da portare sui tavoli regionali, nazionali ed europei.
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